Home Dall'Italia Liberata dai rom, la casa del pensionato è ora “occupata” dalla burocrazia

Liberata dai rom, la casa del pensionato è ora “occupata” dalla burocrazia


Pippo Maniscalco

Il pensionato che dopo una visita in ospedale si è trovato la casa occupata, ancora non ha potuto farvi ritorno, bloccato dalla burocrazia

Una lenta burocrazia continua a tenere fuori dal suo appartamento quel pensionato di Roma, che uscito d casa per un controllo medico, al suo ritorno si è ritrovato con l’abitazione occupata abusivamente. Adesso, dopo quasi un mese, nei giorni scorsi la casa è stata sgombrata, ma di fatto questo 86enne non può tornare a viverci. Fino a due giorni fa la battaglia di Ennio Di Lalla e del suo avvocato era contro la rom abusiva che lo aveva lasciato fuori dalla sua casa, occupandola per circa un mese. Cacciata la donna, liberato l’appartamento, ora Ennio deve battersi contro un nuovo, inatteso nemico: la burocrazia. Perché le infinite regole e procedure dei nostri codici, in un crescendo dell’assurdo, impediscono a questo signore di rientrare a casa sua. Nemmeno ora che è stata liberata.

SEQUESTRO PREVENTIVO

Dopo lo sgombero dell’occupante, ottenuto grazie al sequestro preventivo dell’immobile, il signor Ennio deve ancora lottare: bisogna chiedere alla Procura di revocare il sequestro. L’avvocato lo ha fatto venerdì, e occorre aspettare che gli uffici riaprano. E che il pm emetta l’apposita ordinanza. E bisogna anche sperare che la scrivania del magistrato non sia già zeppa di pratiche, e non ritardi quindi ancora ulteriormente una soluzione che potrebbe risolversi con una singola firma. Insopportabile per chiunque, a qualsia si età, questa delirante situazione kafkiana, va in scena sulla pelle di un pensionato di 86 anni, solo e debole di cuore, che quando venerdì è tornato nella sua casa l’ha trovata sudicia e devastata, tanto da sentirsi male.

NOMINATO CUSTODE DEL SUO APPARTAMENTO

Nell’attesa che all’appartamento vengano tolti i sigilli, è stato nominato, ironia giuridica, egli stesso custode di casa sua, di cui è proprietario dal 1953. Difficile fare la conta degli oggetti e dei ricordi rubati, così come è impossibile sperare in un risarcimento. Alla fine a pagare sarà stato solo Ennio. Questa è una storia che indigna e che sgomenta. Il senso comune suggerisce che sarebbe giusto prevenire situazioni come questa. Di tutelare per legge, per un semplice principio di giustizia, il diritto di un privato cittadino a vedersi sgomberata la propria casa subito, quando invasa abusivamente. E riprenderne immediatamente possesso. È forse chiedere troppo per la avere la garanzia di un diritto scontato?

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