Home Economia e lavoro Lukoil, lo stabilimento Isab di Priolo passa a Goi Energy: “Assiduo impegno del Governo nazionale”

Lukoil, lo stabilimento Isab di Priolo passa a Goi Energy: “Assiduo impegno del Governo nazionale”


Redazione PL

Soddisfazione da parte del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani

Lukoil

“Sono lieto che la vicenda Lukoil, grazie all’assiduo impegno del governo nazionale, abbia trovato una soluzione definitiva che è riuscita a mettere insieme l’aspetto relativo all’attività aziendale, grazie alla dichiarazione di sito di interesse nazionale, e quello dell’individuazione di un acquirente privato che ha offerto le idonee garanzie per la prosecuzione dell’attività che garantisce un indotto di più di diecimila lavoratori”. Così dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, dopo l’accordo raggiunto tra Litasco, controllata al 100% da Lukoil e Goi Energy per l’acquisizione da parte di quest’ultima dello stabilimento Isab di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa.

“La Regione Siciliana – aggiunge Schifani – è stata sempre accanto al governo nazionale nel sostenerne l’impegno e nell’offrire ulteriori e aggiuntive misure di sostegno finanziario per l’eliminazione dello stato di crisi, trovando nel ministro Urso un valido e autorevole interlocutore”.

A Priolo non solo Lukoil: l’impegno per il depuratore

“Continueremo ad occuparci dell’area industriale di Priolo – prosegue il governatore – con particolare riferimento alla vicenda relativa al depuratore, oggetto di sequestro giudiziario, e per la quale l’interlocuzione tra il mio governo e i ministri Urso e Pichetto Fratin ha dato luogo all’approvazione di un decreto legge che ha scongiurato la paralisi dell’attività dell’impianto con conseguenze irreversibili e gravissime per tutta l’area industriale. Attendiamo dai due ministeri l’imminente adozione di un provvedimento che detterà in maniera più analitica le regole attuative della misura d’urgenza. La Regione Siciliana è pronta a fare la propria parte nello stanziare le dovute somme per ricondurre l’attività di depurazione nel pieno rispetto delle norme di settore, nella certezza che anche i partner privati della società proprietaria del depuratore facciano la loro parte”.

CONTINUA A LEGGERE

Potrebbero interessarti