Lutto nel cinema: addio a Helmut Berger, indimenticabile “Ludwig” di Luchino Visconti

Berger, una vita vissuta tra alti e bassi; grandi film e profonde depressioni. Scoperto da Visconti, fu suo compagno di vita per 12 anni

All’età di 78 anni è morto Helmut Berger, l’attore definito l’uomo più bello del mondo e compagno di vita di Luchino Visconti. Origini austriache, star del cinema europeo negli anni ’60 e ’70, si è spento inaspettatamente il 18 maggio a Salisburgo, sua città natale. La notizia è stata comunicata dal suo agente e ha già fatto il giro del web perché Helmut Berger è stato protagonista di pellicole indimenticabili, ma è rimasta nella storia anche la sua relazione d’amore e professionale con Luchino Visconti.

L’incontro con Visconti gli cambiò la vita

Nato il 29 maggio a Bad Ischl, Helmut Berger si trasferì in Italia giovanissimo dove lavorò come modello mentre studiava all’Università di Perugia. La sua vita cambiò definitivamente nel 1964, dopo l’incontro con Luchino Visconti durante le riprese del film “Vaghe stelle dell’Orsa…”. Tra di loro iniziò un’intensa storia d’amore che durò fino alla morte del regista nel 1976. Un amore tenuto nascosto, soprattutto nei primi tempi, visti i pregiudizi sull’omosessualità. Ma tra il regista e colui che venne subito notato per i suoi lineamenti angelici iniziò anche un ricco sodalizio professionale. Proprio sotto la regia di Visconti, infatti, Helmut Berger iniziò la carriera cinematografica con “Le streghe”. Nel 1969 è già nell’Olimpo delle star: raggiunse, infatti, il successo con “La caduta degli dei”, nel quale interpreta Martin von Essenbeck.

Seguono “Ludwig” e poi altri lavori importanti: da “Il giardino dei Finzi Contini” con Vittorio De Sica, vincitore di un Oscar, a “La colonna Infame” con Nelo Risi. Ha lavorato anche con Tinto Brass e in “Il padrino Parte III” di Francis Ford Coppola. Nel 2019 ha annunciato la fine della sua carriera da attore.

Il declino dopo la morte di Visconti

In realtà, però, la sua felicità era finita anni prima. Con la morte di Luchino Visconti nel 1976 iniziò per Helmut Berger un periodo di depressione e dipendenze da alcolismo e stupefacenti che misero a rischio la sua vita. Per tanti era un «diavolo dal viso d’angelo». Lui invece si definiva «vedovo a 32 anni».

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