Home Cronaca di Palermo Matteo Messina Denaro, l’accorato appello dei parenti delle vittime: “Ora parli” | VIDEO

Matteo Messina Denaro, l’accorato appello dei parenti delle vittime: “Ora parli” | VIDEO


Redazione PL

Antonio Domino, Sonia Alfano e Vincenzo Agostino chiedono la verità ormai da decenni: le loro parole a "Fuori dal Coro", su Rete 4

Matteo Messina Denaro

L’arresto di Matteo Messina Denaro ha rinfocolato le speranze dei familiari delle vittime di Cosa Nostra, che sperano che l’ultimo degli stragisti, ora nelle mani della giustizia, possa parlare e portare alla luce i segreti dietro a quelle tragiche uccisioni. Al momento tutto sembra tacere; il capomafia, detenuto al 41 bis nel carcere de L’Aquila, non ha preso parte in videoconferenza al processo in cui è imputato come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. L’udienza è stata rinviata al 9 marzo “per consentire al difensore di essere presente”.

Alcuni dei parenti delle vittime del boss hanno affidato il loro accorato appello alle telecamere di “Fuori dal Coro”, su Rete 4. C’è Antonio Domino, padre del piccolo Claudio, ucciso a 11 anni “con un colpo di pistola in mezzo agli occhi”. “Matteo Messina Denaro dica la verità – afferma l’uomo – abbia la dignità di dire la verità. Sono 36 anni che chiediamo giustizia e verità”.

Un appello a cui si unisce anche Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia. “Chiedo a Matteo Messina Denaro di pentirsi, di collaborare con la giustizia e di raccontare chi ha garantito la sua latitanza durata trent’anni”, dice la donna.

Infine, la dolorosa testimonianza di Vincenzo Agostino, padre di Antonio, il giovane poliziotto ucciso nel 1989 insieme alla moglie incinta, Ida Castelluccio. “Io vedevo maledettamente come entravano quei colpi di pistola dentro al corpo di mio figlio”, racconta l’uomo che ha fatto voto di non tagliare più la barba e i capelli fino a che non avesse ottenuto “verità e giustizia”. “Ma ancora non arrivano – sottolinea con amarezza -. Messina Denaro, di’ la verità a noi familiari. Parla”.

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