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Medicina di genere, un Osservatorio presso l’Istituto Superiore di Sanità


Marianna La Barbera

I componenti appartengono a Istituzioni e Ordini professionali in ambito sanitario e rappresentano le Regioni

Lo scorso 8 aprile l’Osservatorio nazionale sulla Medicina di genere si è insediato presso l’Istituto Superiore di Sanità.
L’obiettivo è il monitoraggio dell’attuazione delle azioni di promozione, applicazione e sostegno alla Medicina di genere.
Interventi previsti nel Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di genere, documento mirato a fornire un indirizzo coordinato e sostenibile mediante la divulgazione, la formazione e l’ indicazione di pratiche sanitarie.
In sintesi, ricerca, prevenzione, diagnosi e cura devono tenere conto delle differenze derivanti dal genere, al fine di garantire la qualità e la specificità delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale in modo omogeneo nel Paese.
L’Osservatorio era stato istituito nel settembre 2020, in applicazione dell’articolo 3, del comma 5, della Legge 3/2018.

LA MEDICINA DI GENERE

“Il genere è indispensabile nella organizzazione dei percorsi clinici”: è questo l’ incipit del comunicato stampa che ha annunciato ufficialmente l’insediamento dell’Osservatorio presso lIstituto Superiore di Sanità.
Un passo avanti nella concreta attuazione sul territorio nazionale della Medicina di genere.
Essa riconosce che tra i generi non vi sono solo differenze legate all’apparato riproduttivo bensì anche diverse peculiarità rispetto ai sintomi di una malattia e nella risposta ai farmaci, dovute a questioni anatomiche, ormonali, ma anche socio-culturali.
Si tratta dunque di una branca della medicina di fondamentale importanza per riconoscere e valorizzare le differenze tra i generi riguardo l’insorgenza e il decorso di molte patologie nonché, appunto, la reazione alle terapie.

LE DICHIARAZIONI

Secondo Cristina Tamburini, alla guida della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, l’ Osservatorio rappresenta “una tappa essenziale sulla strada di una governance complessiva per il coordinamento delle azioni previste dal Piano”.
Azioni che, secondo la direttrice, “ai diversi livelli istituzionali, pongono il genere come tema imprescindibile dell’attività clinica, della programmazione e dell’organizzazione dell’offerta sanitaria”.
Di una svolta decisiva parla anche Alessandra Carè, direttrice del Centro di riferimento per la Medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità.
“Per la prima volta – afferma – le istituzioni e gli altri attori coinvolti nell’applicazione e nella diffusione della Medicina di genere in Italia si sono seduti intorno a un tavolo e hanno intrapreso un percorso”.
“Sono certa che tutto questo – aggiunge – porterà grandi progressi all’intero Sistema Sanitario Nazionale, sia in termini di appropriatezza che di equità nelle cure”.

LE AZIONI DELL’ OSSERVATORIO

Percorsi clinici, ricerca, innovazione, formazione universitaria, aggiornamento professionale del personale sanitario e diseguaglianze di salute legate al genere.
E ancora, comunicazione, informazione e farmacologia di genere.
Sono le principali attività che vedranno impegnati i componenti dell’Osservatorio, che appartengono alle principali istituzioni e agli Ordini professionali in ambito sanitario, in rappresentanza delle varie Regioni. Dopo avere approvato il regolamento interno all’Osservatorio stesso e i componenti hanno istituito sei gruppi di lavoro.
Non si esclude un ampliamento dell’ elenco delle attività, sulla base di specifiche richieste o esigenze che emergano nel corso delle iniziative a cura dell’Osservatorio stesso.

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