Home Food & Drink Miele di timo ibleo: nuovo presidio Slow Food in Sicilia

Miele di timo ibleo: nuovo presidio Slow Food in Sicilia


Alessia Maranzano

miele

Nasce un nuovo presidio Slow Food in Sicilia. Il Miele di timo ibleo, profumato e dall’aroma intenso, è diventato, dal 26 agosto 2021, un prodotto da tutelare e valorizzare 

IL MIELE DI TIMO DEI MONTI IBLEI

Il miele di timo dei Monti Iblei è conosciuto e apprezzato sin dall’antichità, citato nelle opere di grandi autori latini quali Virgilio, Ovidio e Plinio Il Vecchio. 

Il timo è un’erba aromatica molto gradita dalle api e ne esistono numerose varietà. In particolare, si riesce a ricavare un miele monofloreale dal Thymus Capitatus, presente spontaneamente in gran parte nel bacino del Mediterraneo e, nello specifico, nel territorio dei Monti Iblei che comprende le province siciliane di Siracusa, Ragusa e, in minima parte, di Catania. Da questa specie, chiamata in dialetto satra o satarèdda, si produce, nel periodo estivo, un miele di timo ambrato, più o meno chiaro, che cristallizza lentamente. Si caratterizza per gli odori floreali, un po’ speziati, dal sapore dolce e dall’aroma intenso e persistente.

GLI OBIETTIVI DEL PRESIDIO

Il momento storico attuale è segnato da diversi fattori che hanno un impatto negativo sull’ecosistema. Il cambiamento climatico ha avuto effetti evidenti sulle fioriture; le alte temperature e gli incendi che hanno colpito queste aree, hanno causato la decimazione delle api. Un altro problema è quello della raccolta indiscriminata del timo. È quanto ha sottolineato Rosa Sutera, referente dei produttori del Presidio: “Quest’estate è stata ancora peggiore degli scorsi anni. Abbiamo portato 50 famiglie di api nel siracusano e abbiamo raccolto appena dieci chili di miele di timo. Per le alte temperature e per gli incendi che hanno colpito queste aree, molte famiglie sono morte. Altre hanno deciso di lasciare le arnie per il caldo eccessivo”. Dai 6 kg ad arnia che si producevano nelle stagioni migliori si è passati a una media di 2 kg; nell’ultima estate il dato si è ulteriormente ridotto.

I produttori del Presidio, oggi, sono soltanto due. Il riconoscimento come presidio ha l’obiettivo di valorizzare questo miele dalle caratteristiche uniche, ma soprattutto di fare luce sulla problematica legata all’apicoltura e al declino dei timeti. Il timo, infatti, è una specie da riforestazione: mediante la piantumazione in luoghi idonei è possibile ripristinare ambienti naturali alterati. In questo, si mette a disposizione delle api nettare prezioso e permettendo agli apicoltori di proseguire la tradizione di portare le arnie sulle fioriture del timo.

L’UTILIZZO DEL MIELE IN CUCINA

Il miele di timo dei Monti Iblei, buono da gustare da solo o su una fetta di pane, è utilizzato spesso come ingrediente per preparare dolci tradizionali, come i “pirietti”, biscotti secchi ottenuti dalla lavorazione del miele con la farina e pezzetti di mandorla.

Potrebbero interessarti