Migranti, scontro tra Viminale e Musumeci: «Ordinanza legittima, noi andremo avanti»

Scontro durissimo tra il presidente della Regione Siciliana, Musumeci e il governo. «Facciano qualcosa… O meglio facciano quello che non hanno ancora fatto! Noi andremo avanti».

Botta e risposta tra il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci e il Viminale.

Il governatore della Sicilia passa alle maniere forti per porre un freno all’invasione di migranti sulle nostre coste. L’isola, sempre più stremata dai continui arrivi, dai relativi trasferimenti da Lampedusa e dall’incessante rischio di contagio con i migranti positivi a bordo delle navi quarantena, adesso prova a chiudere la partita una volta e per tutte.

E così Musumeci tira dritto e con un’ordinanza ha predisposto la chiusura degli hotspot di tutta la Regione e ha chiesto al Viminale (sfidando apertamente il governo) il trasferimento di tutti i migranti in altre strutture del territorio nazionale entro la mezzanotte di oggi. L’ordinanza del governatore siciliano arriva dopo settimane di continui assalti alle coste siciliane. Lampedusa in pochi giorni è diventato il porto aperto d’Europa.


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Un proclama inapplicabile e soprattutto esorbitante dalle competenze di un presidente di Regione, sia pure a statuto speciale. Immediata la reazione del Viminale che ha dato luogo ad un vero scontro istituzionale: la competenza sugli sbarchi è nazionale, non regionale. Tantomeno un Governatore può dare ordini ai prefetti. Quindi la questione nemmeno verrà presa in considerazione.

Naturalmente la questione non finisce qui. Nei prossimi giorni il governo impugnerà l’ordinanza e il caso finirà davanti al magistrato. Nel frattempo, l’indicazione di Roma è far finta di niente. Un po’ perché il governo è consapevole che la situazione della Sicilia è molto pesante e capisce gli animi accesi, un po’ per non riaccendere le polemiche politiche che si sono già scatenate.

Questa strategia dell’indifferenza però, a Musumeci non va bene. “Tutti conoscono il mio rispetto per le istituzioni – ha detto il governatore tramite un post sul proprio profilo facebook – Ma pretendo lo stesso rispetto per la mia gente. Da Roma non abbiamo avuto altro che silenzi: sullo “stato di emergenza” richiesto per Lampedusa due mesi fa, sui protocolli sanitari da applicare, sulle tendopoli da scongiurare, sui rimpatri che dovevano iniziare il 10 agosto e di cui non si parla più, sul ponte aereo per i negativi. Nulla. Solo silenzio”.

E intanto gli sbarchi non cessano. E anzi sono accorse nel Mediterraneo centrale anche diverse navi di Ong. 

“Il governo centrale – conclude Musumeci – è arrivato impreparato e non si è posto alcun problema sulla gestione di un numero enorme di sbarchi durante la pandemia. E adesso il problema è diventato la mia ordinanza? Il ministro dice che è nulla? Quindi la responsabilità è loro. Bene, sono usciti allo scoperto! Ma io, a differenza di quelli che parlano e straparlano da casa, sono entrato nell’hotspot di Lampedusa. E so bene che quelle strutture non sono adeguate sotto il profilo sanitario. Sono un rischio costante per i migranti e per chi ci lavora. Piuttosto che prendersela con me o con i siciliani, provino a fare sentire la loro voce in Europa e si diano un piano serio per tutelare gli italiani. Facciano qualcosa… O meglio facciano quello che non hanno ancora fatto! Noi andremo avanti”.

ALTRI 58 MIGRANTI POSITIVI A LAMPEDUSA

“C’è chi parla di codicilli, di ordinanza legittima o nulla. Intanto, stanotte si sono confermati 58 positivi a Lampedusa. E altri tamponi arriveranno in giornata per l’esito, al secondo controllo che ho disposto. Ulteriore dimostrazione che la mia ordinanza interviene su materia sanitaria e non sulla politica migratoria. Dal Viminiale attendiamo risposte, non altro”. – ad annunciarlo, stamattina, il governatore Siciliano.
La nave quarantena Aurelia, stamane, ha raggiunto l’isola per il trasbordo di una parte dei più di 1200 migranti presenti nell’hotspot di contrada Imbriacola. Nella struttura la situazione è di sovraffollamento: centinaia di persone sono costrette a dormire fuori dall’hotspot, in materassi di fortuna, senza la possibilità di distanziamento. Tra questi ci sono alcuni bambini con le proprie madri.

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