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Montaggio delle corsie assente, società della piscina comunale furiose


Pietro Minardi

Lo sfogo delle SSN sul mancato servizio proposto dagli assistenti bagnanti.

comunale pubblico

Le società sportive natatorie della piscina comunale di Palermo sono al limite della sopportazione.

In una lettera aperta indirizzata all’Amministrazione e ai cittadini, i rappresentanti degli atleti hanno esposto tutto il loro disappunto per la disorganizzazione che, a parer loro, regna all’interno dell’impianto.

LA POLEMICA CON GLI ASSISTENTI BAGNANTI

Nonostante i grandi sforzi profusi negli anni dall’Amministrazione Comunale nella gestione del più importante impianto sportivo cittadino asservito all’intera collettività, continuano le difficoltà di fruizione della piscina olimpica comunale di Viale del Fante“.

Ieri mattina – scrivono le società – gli assistenti bagnanti di turno in servizio nell’impianto si sono rifiutati di montare le corsie delle due vasche“. Questo “sostenendo che nel loro mansionario non è specificato questo compito“.

Ci sembra davvero curioso – continuano – che soltanto qui a Palermo tra i compiti di chi deve predisporre la fruizione giornaliera dell’impianto non ci sia quella di montare e smontare le corsie. Fatto sta che questa disavventura non è la prima volta che accade“. Ciò, aggiungono gli scriventi, “pregiudica l’ingresso dei nuotatori iscritti alle società e, quando è consentito, all’utenza pubblica“.

La questione, infatti, è annosa, con i nuotatori al centro di una disputa surreale tra dipendenti comunali e pubblica amministrazione. Ma di soluzioni al problema ad oggi non se ne intravedono.

GLI ORDINI DI SERVIZIO E I SINDACATI

Sovente l’Amministrazione Comunale è intervenuta con ordini di servizio che disponevano il montaggio e lo smontaggio delle corsie a carico degli assistenti bagnanti“. Ma questi “lo effettuavano soltanto per pochi giorni“. Ciò “in attesa dell’intervento delle varie sigle sindacali, sempre garantiste dell’applicazione di un mansionario locale distorto“.

Inutile dire che siamo stanchi. Provati da un anno che ha ridotto le entrate sociali del 70 per cento circa. Attenti alle severe disposizioni di prevenzione del virus. Disposti a cercare impianti privati nel periodo di chiusura della piscina comunale (non solo per covid, ma anche per riscontrate inadempienze sanitarie da parte delle competenti autorità vigilanti), siamo a rischio chiusura attività come molte altre associazioni sportive dilettantistiche del paese“.

Dovere anche subire le contese interne dell’amministrazione – concludono –, onestamente ci sembra davvero troppo“.

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