Home Cronaca di Palermo La morte di Emanuela Perinetti e la lotta contro l’anoressia, il padre: “Si è lasciata morire”

La morte di Emanuela Perinetti e la lotta contro l’anoressia, il padre: “Si è lasciata morire”


Redazione PL

Oggi pomeriggio le esequie della figlia di Giorgio Perinetti, attuale direttore sportivo dell’Avellino ed ex direttore sportivo del Palermo

Emanuela Perinetti

Si terranno oggi, alle 14.45 presso la Basilica di Sant’Eustorgio a Milano, i funerali di Emanuela Perinetti, morta mercoledì a soli 34 anni. “Non riusciamo a capire perché si sia lasciata spegnere così”, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport il padre Giorgio, attuale direttore sportivo dell’Avellino ed ex direttore sportivo del Palermo.

Le sue sono parole colme di dolore e incredulità: “Non riusciamo a capire, non riusciamo a capire, i medici hanno fatto il possibile, sono stati bravissimi”.

La morte di Emanuela Perinetti e la lotta contro l’anoressia

Emanuela Perinetti era una brillante manager, considerata dal 2018 tra le 150 donne più influenti nel mondo digital italiano. Si occupava, nello specifico, di marketing applicato allo sport. Aveva frequentato il Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo e si era laureata all’Università Luiss Guido Carli. Conosciuta e apprezzata da atleti e aziende, era la primogenita di Giorgio Perinetti, tra i più noti direttori sportivi italiani.

L’uomo, che nel 2018 aveva già affrontato la scomparsa della moglie Daniela, aveva ricevuto una decina di giorni fa una chiamata da Milano, dove la figlia era stata ricoverata al Fatebenefratelli dopo una caduta in casa. “Da tempo stava lottando contro l’anoressia – ha spiegato il padre -. Lei si preoccupava per me, e mi diceva che tutto andava bene. I professionisti che la seguivano le piacevano, ma forse lo diceva solo per tranquillizzarmi, perché quello preoccupato ero io”. Le cose sembravano andar meglio tanto che lunedì Perinetti era sceso ad Avellino: “Martedì mi hanno chiamato, venerdì sarei dovuto tornare da lei per fare il punto”. Purtroppo però mercoledì Emanuela si è spenta prematuramente.  

“Amava il suo lavoro, era felice – racconta Giorgio Perinetti -. Le avevo detto di una promessa fatta alla mamma per vederla guarire e lei mi diceva che ce l’avrebbe fatta. Invece l’altro giorno, quando mi ha detto che aveva “parlato” con lei, ho capito che non c’era più nulla da fare. E da allora mi chiedo come sia possibile spegnersi così, senza nessun problema economico, professionale o sentimentale”.

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