Naspi silurata, addio all’indennità di disoccupazione | Per milioni di italiani l’incubo diventa realtà
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Naspi silurata - fonte pexels - palermolive.it
In molti si stanno ritrovando senza lavoro e senza indennità di disoccupazione, fai attenzione a quest’aspetto
La Naspi è un’indennità mensile di disoccupazione erogata su domanda dell’interessato, regolata dal D. Lgs. 22/2015. Essa rappresenta un sostegno economico per i soggetti che, per cause non volontarie, si trovano in uno stato di disoccupazione, compensando in parte il mancato guadagno rispetto al reddito da lavoro precedente. La Naspi decorre in base a diverse tempistiche a seconda della data di presentazione della domanda e della natura della cessazione del rapporto di lavoro.
Se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno successivo alla cessazione, all’inizio della disoccupazione si applica una decorrenza dall’ottavo giorno. In caso di presentazione dopo l’ottavo giorno, ma sempre entro i termini di legge, la decorrenza si attiva dal giorno successivo alla domanda. Questo principio si applica anche per il termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, mentre in caso di licenziamento per giusta causa, se la domanda è presentata entro il trentottesimo giorno, la decorrenza inizia da quel giorno.
Diversamente, se la domanda viene presentata oltre il trentottesimo giorno, essa decorre dal giorno successivo alla sua presentazione, sempre rispettando i termini legali. La Naspi è riconosciuta esclusivamente ai lavoratori subordinati che soddisfano congiuntamente i requisiti richiesti. Il procedimento di valutazione e l’emanazione dei provvedimenti seguono il termine ordinario previsto dalla legge n. 241/1990, che stabilisce un limite di 30 giorni, sebbene in alcuni casi possano essere applicati termini diversi. Questo iter garantisce che la procedura amministrativa sia eseguita in tempi ragionevoli, assicurando il rispetto delle normative vigenti.
In merito alla durata, la Naspi è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni. Inoltre, ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che abbiano già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione
Requisiti per l’accesso alla prestazione
La misura è destinata ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente l’occupazione. Tra i beneficiari rientrano anche apprendisti, soci lavoratori di cooperative con rapporto subordinato, personale artistico e dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni. Si definiscono assenze ingiustificate quei periodi in cui il lavoratore non si presenta al lavoro senza fornire una giustificazione valida nei tempi previsti dalla normativa.
Con le nuove regole, tali assenze possono configurare una causa di esclusione dal diritto alla NASpI, evidenziando l’importanza del rispetto degli obblighi contrattuali. Nel caso di assenze reiterate e immotivate, soprattutto se protratte oltre i termini stabiliti dal contratto collettivo nazionale di lavoro o, in assenza di tale previsione, per più di quindici giorni, il lavoratore rischia di perdere il diritto alla Naspi. Questa configurazione è assimilabile a una risoluzione del rapporto di lavoro per dimissioni volontarie, determinando conseguenze immediate e irreversibili.
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Nuove misure introdotte dal Collegato Lavoro
Il nuovo Collegato Lavoro ha introdotto importanti novità, consentendo al datore di lavoro di agire tempestivamente senza attendere l’avvio della procedura telematica da parte del lavoratore. In caso di licenziamento per giusta causa dovuto ad assenze ingiustificate, il datore è esonerato dall’obbligo di procedere con un licenziamento disciplinare tradizionale, inclusa la comunicazione formale e il pagamento del ticket licenziamento all’INPS.
La disciplina non si applica se il lavoratore dimostra l’impossibilità di comunicare i motivi dell’assenza per cause di forza maggiore o per fatti imputabili al datore di lavoro. In questi casi, il datore ha comunque l’obbligo di comunicare l’assenza all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che verificherà la situazione. Inoltre, il percettore della Naspi può avviare una nuova attività lavorativa autonoma, purché siano rispettati i limiti di reddito previsti dalla normativa.