Home Cronaca Natale in Sicilia tra disdette e poche prenotazioni, si spera nel Capodanno

Natale in Sicilia tra disdette e poche prenotazioni, si spera nel Capodanno


Elian Lo Pipero

L'intervista al presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio, intervistato da Palermo Live

Capodanno

In Italia con l’aumento dei contagi da Covid e le nuove varianti le vacanze di Natale e Capodanno sono a rischio, con il turismo che rischia di fermarsi nuovamente come è avvenuto prima dell’estate. Sono circa 11 milioni le prenotazioni cancellate dagli italiani. Di certo la situazione in Sicilia non va meglio, come confermato dal presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio, intervistato da Palermo Live.

Tendenzialmente – dice- anche noi abbiamo registrato nelle ultime settimana un calo del flusso che ci aveva accompagnato per la seconda parte della stagione estiva. Le nuove varianti stanno preoccupando e stanno influendo sia il mercato nazionale che quello estero. La Sicilia lavorando prevalentemente col turismo straniero ha risentito il colpo: registriamo qualche disdetta e indecisione dei turisti sulle partenze. Il sistema è ancora compromesso ma speriamo non subisca un nuovo blocco considerando che abbiamo i vaccini e il Green Pass che dovrebbero tutelare il Natale e il Capodanno. E’ chiaro, però, che non ci si può aspettare che i quattro mesi della seconda parte della stagione siano stati sufficienti per recuperare fatturati di due anni pressoché quasi a zero del settore.

Alberghi: le richieste al Governo Nazionale e alla Regione

Una situazione quella pandemica che colpisce tutto il sistema, forse il turismo è quello che ha risentito il colpo, addirittura da febbraio, 2020 quando ancora non avevamo casi in Italia, ma a livello internazionale la situazione era preoccupante. Ed è stato l’ultimo settore a ripartire. E’ chiaro che il turismo dovrà vivere ancora con questa incertezza: noi avevamo parlato di 2022 per la ripartenza definitiva, ma il virus continuerà a condizionare i viaggi. Possiamo sperare di non ripartire come quest’anno a giugno, ma magari ad esempio a Pasqua. Tutto il flusso internazionale ha viaggiato pochissimo ed a noi è mancata una bella fetta di mercato. Chiediamo sia al Governo Nazionale che alla Regione sostegni di accompagnamento fino a quando non si arriverà al punto di poter continuare da soli.

In Sicilia si vive quasi del tutto di gestione individuale, con piccole-medie strutture ricettive. Siamo stati sempre una terra che siamo cresciuti sempre come turismo, ma mai abbastanza per poter sostenere un colpo del genere; penso a regioni come il Veneto e la Lombardia che hanno fatturati di occupazione nettamente superiori rispetto alle nostre strutture alberghiere. Da noi basta “un colpo di vento” per spazzare via tutto un sistema reso più fragile da questo virus“.

Secondo Farruggio la paura del contagio non può essere considerata una scusante dei pochi viaggi, semmai le restrizioni potrebbero scoraggiare i viaggiatori. “Considerando che in Italia si va verso l’85% di popolazione vaccinata con doppia dose- afferma il presidente di Federalberghi Palermo – credo che non possa essere considerata una scusa. Viaggiare in sicurezza con un sistema che possa monitorare l’andamento della pandemia sia uno strumento d che dà maggiore sicurezza. Noi non siamo mai stati contrari al Green Pass, negli alberghi c’è monitoraggio attraverso i documenti. Il fatto che il turista straniero debba fare anche un tampone all’arrivo, potrebbe scoraggiare il flusso turistico.

Maggiore utilizzo del “Seesicily”

“In Sicilia nel periodo estivo abbiamo avuto buona presenza nazionale e ottima quella internazionale, quindi la nostra isola è stata percepita come una meta sicura. E’ evidente, però, che i numeri estivi non sono bastevoli e che dobbiamo cercare in qualche modo di mantenere questo trend. Non ci aspettiamo che l’inverno possa essere a livelli dell’estate, è normale. Quest’anno sarà sicuramente importante spingere l’offerta del “See Siciliy” con le compagnie aeree in modo da mantenere i collegamenti che per noi sono determinanti per garantire la raggiungibilità di una destinazione che non sempre raggiungibile e a costi contenuti. Oserei invitare le agenzie a spingere per utilizzare il “Seesicily” soprattutto per la bassa stagione se si vogliono aiutare le piccole-medie strutture“.

Considerando questo nuovo calo di flussi di turisti in Italia molte strutture ricettive stanno pensando di chiudere per un periodo. Una soluzione che anche in Sicilia non viene esclusa, come confermato dal presidente Farruggio. “Bisogna dosare le risorse da investire in determinati periodi rispetto a momenti dove forse è meglio fermarsi come stanno facendo al Nord.

Da alcuni incontri avuti con gli associati, questa possibilità esiste soprattutto da gennaio: chi farà qualche lavoro di manutenzione, chi decide di fare pausa per riorganizzare meglio la nuova stagione. E’ chiaro che non ha senso rimanere con le strutture aperte con una scarsa occupazione. Mi auguro che possa continuare fino al termine dello stato d’emergenza che sarà sicuramente prorogato. Affrontare il 2022 senza aiuti e sostegni per lavoratori e aziende sarebbe come portare il sistema a una carneficina e un massacro, aprendo anche purtroppo delle maglie a delle speculazioni immobiliari che qualcuno sembra stare aspettando. Non lo dobbiamo permettere, per questo ribadiamo un accompagnamento ai governi che possa essere da sostegno alle imprese“.

Capodanno, la speranza per il turismo di dicembre in Sicilia

Il Natale in Sicilia non è mai stato importante dal punto di vista dei flussi turistici. Sappiamo che quest’anno si viaggerà molto in Italia, la maggior parte degli italiani passano il 25 dicembre a casa. Invece siamo fiduciosi per il Capodanno: credo che quest’anno chi è vaccinato si regalerà qualche giorno fuori, augurandoci che la situazione pandemica non precipiti. Abbiamo già delle prenotazioni per Capodanno, ma il trend è in crescita: un segnale importante: gli italiano hanno sofferto tanto, quest’anno difficilmente rinunceranno al Capodanno“.

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