Non un incidente: il patrigno accusato di avere gettato Fatima dal balcone

Le accuse della madre confermate dai rilievi: la morte di Fatima non è stata la conseguenza di un incidente. Il patrigno, un marocchino, accusato di omicidio

C’è una svolta nell’indagine sulla morte di Fatima, la bambina di soli tre anni precipitata dall’ultimo piano di una palazzina di Torino lo scorso gennaio. Non si è trattato di un incidente. La piccola Fatima è stata gettata dal patrigno dal balcone, un volo che non le ha lasciato scampo. Il giudice per le indagini preliminari Agostino Pasquariello ha ordinato una nuova misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di Mohssine Azhar ex compagno della madre della bimba. Contestandogli questa volta l’omicidio volontario. L’uomo, in riferimento alla precedente imputazione di omicidio colposo, tra qualche giorno sarebbe dovuto tornare in libertà. Doveva essere scarcerato martedì per decorrenza dei termini di custodia cautelare e c’era la possibilità chi intendesse partire per la Tunisia. Dietro la decisione della procura di Torino di chiedere un nuovo provvedimento restrittivo a suo carico ci sono anche queste considerazioni.

AVREBBE LANCIATO FATIMA DOPO UNA LITE

Per l’uomo, un marocchino di 32 anni,  subito dopo la morte di Fatima l’ipotesi iniziale degli inquirenti era che avesse fatto scivolare giù la bambina. Invece  per lui ora l’accusa è  diventata per omicidio doloso.  Quella sera, secondo alcuni testimoni, Mohssine aveva bevuto molto ed era, forse, sotto l’uso di sostanze stupefacenti. Si trovava nella sua mansarda con altri connazionali, e la piccola Fatima era salita da lui per prendere un regalo. La madre, Lucia Chinelli l’aveva seguita su in mansarda. Secondo gli inquirenti, in casa di Mohssine sarebbe nata una lite. E lui, dopo avere afferrato la piccola e averla scaraventata a terra, avrebbe urlato: «La bambina è mia». Per poi lanciarla giù dal ballatoio. L’indagato sin dall’inizio aveva negato ogni sua colpa. «Io volevo bene a Fatima. Giocavamo al vola vola. La tenevo in braccio sul ballatoio. Mi è scivolata giù all’improvviso. Non le avrei mai fatto del male».

I RILIEVI HANNO SMONTATO LA TESI DEL PATRIGNO

La tesi sostenuta  da Mohssine sarebbe però stata  messa in discussione, secondo la procura, dai rilievi della Scientifica e della squadra mobile. Oltre alla perizia del medico legale Roberto Testi e da altre due consulenze tecniche effettuate sulla traiettoria del “volo” della bambina.  La madre, fin da subito, aveva raccontato agli investigatori: «L’ha afferrata e lanciata di sotto».  Infatti Fatima non sarebbe scivolata accidentalmente. Qualcuno l’avrebbe lanciata in avanti, un metro e sessanta più in là rispetto al muro. I traumi su cranio, schiena e naso, la posizione del corpicino nel cortile, l’assenza di ulteriori segni o macchie di sangue su ballatoio, tetto e ringhiera confermerebbero, secondo i periti, l’ipotesi più agghiacciante. Una spinta, violenta e diretta, giù dal quinto piano. Una telecamera di sorveglianza ha ripreso il momento dell’impatto sull’asfalto.  Il filmato è breve, dura un paio di secondi, ma, sempre secondo gli esperti, permette di capire che la traiettoria è stata “a parabola”. Non solo: se Fatima fosse stata davvero lanciata in aria, sia pure per gioco, avrebbe toccato il sottotetto, e il suo corpicino, precipitando, avrebbe seguito un altro percorso.

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