Home Salute e benessere La normalità che diventa un miraggio: la “zona bianca” in fondo al tunnel

La normalità che diventa un miraggio: la “zona bianca” in fondo al tunnel


Pippo Maniscalco

Per le regioni con Rt non superiore al lo 0,5 è allo studio la zona bianca, cioè un ritorno alla vita normale

Il governo vorrebbe dare segnale di speranza, e, se i parametri lo consentiranno, in alcune aree del Paese potrebbero ripartire tutte le attività, comprese le scuole: con il prossimo Dpcm anti-Covid previsto per il 16 gennaio, potrebbe arrivare la cosiddetta zona bianca. Sarebbe destinata solo ed esclusivamente alle regioni con nuovi contagi sotto un certo valore, e con strutture sanitarie che non siano più in affanno.

IL RITORNO ALLA NORMALITÀ

Con la fascia bianca ci sarà libertà di spostamento e tutte le attività saranno aperte, mantenendo le norme di igiene, obbligo di mascherina e distanziamento.
Bar e ristoranti aperti senza limiti di orario, riapertura per palestre, cinema, teatri, musei e sale da concerto. Potrebbero riaprire anche i luoghi della cultura, come cinema, teatri, mostre e musei.
Per quanto riguarda lo sport, anche le palestre e le piscine tornerebbero a funzionare. Cioè la normalità dell’anno scorso, quella che per ora è che diventata un vero Eldorado.

TRE REGIONI SPERANO

Sarà il Comitato tecnico scientifico, a stabilire i parametri per l’ingresso delle Regioni in zona bianca. Probabilmente ci vorrà l’indice Rt inferiore allo 0,5. Un valore che, al momento, poche regioni sembrano in condizione di raggiungere.
Ci sono Toscana, Abruzzo e Liguria che, avendo meno contagi in proporzione alla popolazione, potrebbero sperare nella promozione alla zona bianca, ma tutto dipenderà anche dalla tenuta dei reparti Covid e dalla resilienza degli ospedali nei prossimi giorni. Nel caso andranno fissati nuovi criteri per il passaggio fra regioni.

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