Home Politica Divieti movida, l’opposizione:«Orlando sa solo vietare ma non amministrare»

Divieti movida, l’opposizione:«Orlando sa solo vietare ma non amministrare»


Pippo Maniscalco

Alcuni commenti sulle restrizioni: «Provvedimento figlio degli eccessi del popolo della notte». Ma anche commenti più duri e severi

Palermo movida

Dopo gli eccessi registrati con il ritorno della movida, il Comune ha deciso di prendere provvedimenti con nuove misure restrittive. In effetti gli episodi violenti e inquietanti registrati negli ultimi giorni non sono da sottovalutare. Si va dall’assalto ai carabinieri di via Magliocco al 19enne attaccato in via Maqueda. O al ragazzo picchiato a sangue in piazzetta della Canna. Ma anche l’aggressione a bottigliate contro la polizia di tre settimane fa. Per non parlare del tappeto di cartacce, bottiglie e bicchieri che resta dove è passato il popolo del divertimento serale.

LE RESTRIZIONI

E quindi il Comune di conseguenza ha imposto nuove misure restrittive. Ecco come le riassume il Giornale di Sicilia. Fino a fine luglio, il sabato e la domenica, dalle 18 alle 2, possibile chiusura di alcune zone del centro (piazza San’Anna, piazza Magione, Vucciria) in presenza di assembramenti. Da venerdì a domenica, è vietato dall’una di notte vendere per asporto cibi e bevande di qualsiasi natura. Dall’una e mezza non si potrà mangiare e bere all’aperto ed è imposta la chiusura di tutti gli esercizi commerciali e pubblici esercizi. Mentre dal lunedì al giovedì il divieto di vendere cibi e bevande viene anticipato a mezzanotte e mezza. Inoltre i locali commerciali e pubblici esercizi dovranno chiudere all’una di notte. Sempre all’una consumare cibi e bere per strada. Insomma, un regresso in coincidenza con l’entrata in zona bianca.

PRUDENZA E CONTROLLI

Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio, in proposito ha detto: «Non possiamo rischiare di tornare nuovamente indietro. Avere voglia di divertirsi dopo tanta sofferenza è un legittimo desiderio ma non può divenire una incontenibile e irresponsabile movida fuori da ogni regola e senza rispetto per residenti». La leader dei commercianti quindi auspica prudenza. Invece Antonio Cottone, presidente della Fipe-Confcommercio invoca controlli, per limitare le conseguenze: «Certi provvedimenti sono anche la diretta conseguenza di eccessi del popolo della notte. Valuteremo gli effetti di questa nuova ordinanza, che magari avrebbe potuto essere limitata alla vendita di alcolici e magari posticipando i divieti di mezz’ora, ma pretendiamo con forza che questo ulteriore sacrificio sia confortato da controlli stringenti su tutti gli eventuali abusivi, sarebbe paradossale penalizzare chi rispetta le regole a vantaggio di chi, in barba a ogni ordinanza, agisce al di fuori delle norme. Non possiamo correre il rischio di nuove chiusure».

RICORSO AL TAR

Ottavio Zacco, presidente della commissione Attività produttive e consigliere di Sicilia Futura, invoca invece un ricorso al Tar: «Piuttosto di intervenire per contrastare il diffondersi della totale anarchia e di allarmanti atti di prepotenza, chi dovrebbe favorire la ripresa economica persiste con un inspiegabile accanimento contro le attività commerciali, contribuendo così di fatto al fallimento di molte attività come ad esempio le cornetterie che da sempre hanno la maggiore affluenza di consumatori durante le ore notturne. Ci sono commercianti che non lavorano da 14 mesi, e non possono più avere limitazioni. Chiederò ─ assicura Zacco ─ una audizione in Consiglio comunale e siamo pronti a fare ricorso al Tar».

L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO DI ORLANDO

Alessandro Anello, della Lega, vice di Zacco in commissione, attacca Orlando: «Vietare, anziché amministrare. Questa ordinanza del sindaco praticamente scarica sui titolari di locali tutto il peso del suo malgoverno. Il contrasto alla movida selvaggia va fatto in sinergia con le forze dell’ordine». Mentre Giancarlo Felice, di Confimprese, afferma che gli eccessi della movida, secondo lui, sono «il rovescio della medaglia delle pedonalizzazioni perché non si è creato un meccanismo di controllo della diffusione, peraltro scontata, delle attività del food». Quindi, dice, troppo locali concentrati nello stesso luogo attirano le folle.

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