Home Politica Palazzo Chigi smentisce il coinvolgimento di “007” per cercare senatori

Palazzo Chigi smentisce il coinvolgimento di “007” per cercare senatori


Pippo Maniscalco

L'ufficio stampa del premier ha negato qualsiasi coinvolgimento dell'intelligence per trovare i voti che mancano al senato

Con una sua nota Palazzo Chigi ha smentito il coinvolgimento dell’“intelligence” nel reclutamento di senatori. «Sono completamente destituite di ogni fondamento ─ è scritto nella nota ─ le gravissime insinuazioni in cui, facendo genericamente riferimento a quanto narrato dalle “cronache” di questi giorni, si evoca un presunto “network” che farebbe capo al Presidente del Consiglio al fine di ampliare la maggioranza e reclutare nuovi senatori. Tra le altre cose appare particolarmente grave il riferimento a un presunto coinvolgimento in queste attività anche dei vertici dell’intelligence».

«Il Presidente Conte – continua la nota di Palazzo Chigi -, dopo aver consultato i vertici dell’Intelligence, smentisce qualsiasi loro coinvolgimento e contatto, anche solo indiretto, con membri del Parlamento e per attività che risulterebbero in palese contrasto con la legge e con le finalità istituzionali proprie del comparto».

EDITORIALE DELLA STAMPA SU PRESUNTE TRAME DI CONTE

Questa smentita è stata emanata in risposta ad un editoriale apparso ieri sul La Stampa firmato dal suo direttore Massimo Giannini. Nn giornalista navigato e non di primo pelo. Giannini ha scritto di notizie che circolavano riferite ad un’intensa attività di alti ufficiali dei servizi segreti, di massoni e monsignori. Per convincere, non si sa se con le buone o con le cattive, visti i personaggi, gli onorevoli riluttanti a votare la fiducia al Conte bis.

Il direttore de La Stampa ha anche accennato ad alcuni parlamentari che sarebbero stati contattati «da noti legali vicini al premier», facendo espressamente il nome di Guido Alpa, ossia dell’ex presidente dell’ordine forense, già collega di studio del presidente del Consiglio Conte. Oltre che colui che, insieme con altri, lo mise in cattedra. Il direttore de La Stampa ha anche citato «generali della Guardia di finanza», gli amici del capo dei servizi segreti, arcivescovi e monsignori vicini al presidente della Cei».

GIANNINI: «PRENDO ATTO»

Nel suo giornale Giannini ha così commentato la smentita: «Prendo atto con sollievo della smentita del Presidente del Consiglio. Le notizie sul “network contiano” al lavoro per il reclutamento dei “responsabili” circolano da una settimana, non smentite, anche su altri giornali. Ne ho scritto, con una certa inquietudine, perché non potevo credere che dietro al premier vi fosse una rete “non ufficiale” così attiva. Se questa rete non esiste, o non opera “col favore delle tenebre”, è una buona notizia per la nostra democrazia».

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