Home Cronaca Palermo, abbandono di rifiuti: denunciati due falegnami in zona Arenella

Palermo, abbandono di rifiuti: denunciati due falegnami in zona Arenella


Redazione

I controlli nelle due attività hanno appurato che, in un caso, i rifiuti non erano stati smaltiti secondo le normative ambientali vigenti, mentre, nell'altro, mancava la prevista Autorizzazione Unica Ambientale

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Nei giorni scorsi, i Finanzieri del 2° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, insieme al personale dell’ARPA, hanno deferito all’Autorità Giudiziaria due soggetti, legali rappresentanti di imprese artigiane operanti nel settore della falegnameria in zona Arenella. I reati contestati sono inerenti a violazioni al Testo Unico delle Leggi Ambientali (D. Lgs. 152/2006) in materia di inquinamento ed impatto ecologico delle attività economiche.

Palermo i controlli all’Arenella

Il controllo nei confronti del primo imprenditore, in particolare, ha permesso di accertare la presenza di una grossa quantità di scarti e residui della lavorazione del legno. Questi si trovavano negli spazi aziendali, nonostante dal registro di carico e scarico dei rifiuti speciali non emergessero movimentazioni, con totale noncuranza della normativa ambientale. Si è quindi proceduto al deferimento del soggetto all’Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dall’art.192 del Testo Unico Ambientale, per abbandono di rifiuti.

Il Pubblico Ministero ha quindi disposto, per il denunciato, l’adempimento alle prescrizioni amministrative volte ad eliminare le irregolarità accertate.

Il controllo nella seconda falegnameria ha invece accertato che questa operava senza la prevista Autorizzazione Unica Ambientale. Appurata dunque la presenza di polveri relative alla lavorazione del legno e di macchinari in funzione, si è proceduto al deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare. Il tutto per violazione delle disposizioni relative alla normativa sulle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti, ex art. 269 e seguenti del citato D.Lgs. 152/2006.

Al fine di evitare la continuazione dell’attività in contrasto alla normativa di settore, i militari hanno operato il sequestro preventivo dell’immobile e delle attrezzature ai sensi dell’art. 321 del c.p.p..

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