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Palermo, contro il Como un pari che sa di sconfitta


Alessandro Saeli

Turno infrasettimanale, nel giorno dell’Immacolata, per Palermo e Como che scendono in campo per il posticipo serale della sedicesima giornata del campionato di Serie B. I rosanero sono reduci dalla vittoria di misura ottenuta domenica sul campo del Benevento, mentre i comaschi si presentano al Barbera con un’imbattibilità che dura da 4 gare, nelle quali però hanno inanellato solo una vittoria e 3 pareggi di fila collezionando 6 punti. Classifica scottante per entrambe le compagini (rispettivamente a 18 e 15 punti) che provano a dare uno scossone al loro campionato, guardando sì dietro ma anche in avanti, visto l’enorme equilibrio del torneo cadetto che rende tutt’altro che impossibile un’eventuale scalata alle posizioni di vertice. 

Le formazioni: Palermo con la novità Vido

Eugenio Corini mette in campo il consueto 4-3-3 per il Palermo. Una sola novità rispetto all’ultima gara. Confermato il pacchetto difensivo: davanti alla porta difesa da Pigliacelli, dunque, retroguardia composta da Mateju, Nedelcearu, Bettella (quest’ultimo preferito ancora una volta a Marconi) e Sala. Sulla mediana Segre, Damiani e Gomes. Novità invece in attacco, dove Valente lascia il posto a Luca Vido.

Le contromosse di Longo

Il Como di Longo, alle prese con numerose assenze, risponde con un modulo speculare: In porta Vigorito, difesa a 4 composta da Vignali, Binks, Odenthal e Cagnano. A centrocampo agiranno Da Riva, Bellemo e Arrigoni, mentre il tridente offensivo si affiderà alla verve realizzativa di Cerri, Cutrone e Mancuso.

Arbitra il match il signor Dionisi della sezione dell’Aquila, coadiuvato da Trinchieri e Longo, quarto uomo Cosso. Al VAR il signor Nasca affiancato da Camplone

Primo tempo

Promette bene l’inizio di partita con il Como che si presenta dalle parti di Pigliacelli dopo appena 5 minuti: Cutrone viene lanciato dalle retrovie, entra in area e girandosi nello stretto impegna il portiere alla sua prima parata. Al 10° minuto risponde il Palermo, andando vicinissimo alla rete del vantaggio. L’azione nasce da calcio d’angolo, con Jacopo Segre che stacca di testa trovando però il palo alla destra di Vigorito. Un minuto dopo, sempre su azione di corner, ci prova Brunori per ben 2 volte, ma in entrambi i casi trova la respinta della difesa avversaria. La partita è vivace, i ritmi incalzanti, con le 2 squadre abbastanza lunghe che cercano di sfruttare gli spazi concessi.

Il Palermo appare più propositivo, ma il Como sa difendere e ripartire presentandosi spesso nella metà campo avversaria. Come al 23° minuto, quando Cerri salta Bettella e serve un pallone d’oro sui piedi di Cutrone che da due passi spara sul fondo. Dallo stesso Cerri, 2 minuti dopo, parte l’azione che porta al cross Arrigoni, il pallone scodellato al centro dell’area è invitante, ma la difesa rosanero, attenta, sventa la minaccia. Si gioca a tutto campo e pochi minuti dopo, al 27°, è di nuovo il Palermo a provarci con un colpo di testa di Vido che, su assist di Sala, impatta la sfera mandandola sopra la traversa. Altri 2 minuti e stavolta la testa trovata da Sala è quella di Segre che impegna in tuffo Vigorito.

Al 33° ospiti pericolosi in contropiede: Cutrone apre a destra per l’accorrente Mancuso che prova il tiro a giro sfiorando la traversa. Sul finale, al minuto 42, a rischiare sono gli uomini di Longo. Vigorito, pressato da Segre improvvisa un dribbling che fa saltare sui seggiolini i tifosi presenti allo stadio. Un minuto dopo Cutrone sfiora il vantaggio per i suoi; la sua conclusione all’interno dell’area termina a lato di un soffio rispetto alla porta di Pigliacelli. La conclusione alta di Cerri al 45° chiude il primo tempo di una partita piacevolissima e ricca di occasioni, ma finora orfana di reti.

Secondo tempo

La ripresa vede in campo gli stessi 22 giocatori del primo tempo. Nessun cambio per i 2 allenatori, evidentemente soddisfatti da quanto visto in campo nella prima frazione di gioco. I ritmi tuttavia appaiono da subito più compassati e le squadre meno lucide nella gestione del gioco. Il Como appare più chiuso, e per il Palermo non è facile trovare spazio tra le maglie avversarie. La prima palla gol è dei comaschi al minuto 63, quando da una sgroppata di Cutrone nasce l’azione che porta al tiro Mancuso. L’attaccante calcia dal vertice sinistro dell’area di rigore, sfiorando con un rasoterra a giro il palo alla sinistra di Pigliacelli.

Corini decide a quel punto di operare un triplo cambio in un Palermo che appare spompato: fuori Vido, Segre e Damiani; dentro Saric, Broh e Valente. Il copione della gara però non cambia, e le due squadre si affacciano difficilmente in avanti, se non con azioni sterili. Al 75° primo cambio nel Como: esce Cutrone ed entra Blanco. Nel Palermo fuori invece Di Mariano per far spazio a Soleri. Al 78° squillo di Brunori, ma il suo tiro svirgolato dalla sinistra termina a lato. All’80° su un’azione in velocità il numero 9 del Palermo ci riprova, ma stavolta la sua conclusione a botta sicura trova la respinta di un difensore.

Longo manda in campo anche Ambrosino e Faragò al posto di Mancuso e Da Riva. Risponde Corini con Stulac al posto di Gomes. Poco dopo tra gli ospiti Cerri e Cagnano lasciano invece posto a Gabrielloni e Ioannou. Allo scadere brivido per il Como, con Stulac che prova la conclusione di sinistro da fuori area mandando però la sfera alta. In pieno recupero, al 93°, Pigliacelli salva il risultato sulla conclusione insidiosa di Ioannou. Finisce 0-0, un pari che muove la classifica ma che sa di sconfitta

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