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Palermo, feste di piazza per conto della mafia: imputato va ai domiciliari


Redazione PL

Va ai domiciliari unod egli imputati nell'ambito dell'operazione anti-mafia Resilienza 2, che ha svelato gli interessi della mafia sulle feste di quartiere

caporalato

Il Gup presso il Tribunale di Palermo ha concesso gli arresti domiciliari a Salvatore Buongiorno, 64 anni di Palermo, arrestato nell’ambito dell’indagine antimafia denominata Resilienza 2. Buongiorno è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver organizzato le feste di piazza nei vari rioni palermitani con l’appoggio di Cosa Nostra, riversando nelle casse del clan parte dei proventi ottenuti.

Il Gup, accogliendo l’istanza proposta dall’avvocato Giovanni Castronovo (legale di Buongiorno), ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella ai domiciliari, alla luce dell’interrogatorio reso in udienza dall’imputato, delle indagini difensive effettuate, nonché delle condizioni di salute precarie.

La mafia e l’organizzazione delle feste di piazza

Nell’operazione antimafia Resilienza 2 è emerso come la famiglia mafiosa di Borgo Vecchio avesse il pieno controllo del comitato organizzatore della festa svolta in onore della patrona del quartiere, Sant’Anna, nel mese di luglio di ogni anno, il cui culto risale al lontano 1555. A portare avanti la tradizione religiosa sono le famiglie del quartiere. Infatti, i portatori della statua della Santa sono tutti nativi di Borgo Vecchio. E tanto che molti, in segno di rispetto a Sant’Anna, hanno chiamato i propri figli Anna e Gioacchino. Molti altri si sono sposati il 26 luglio, giorno in cui si celebra la festa della Santa protettrice del quartiere.

La storia del comitato organizzatore dei festeggiamenti, si incrocia con quella giudiziaria. Nel 2015 l’organismo era in mano alla famiglia Tantillo, in particolare ai fratelli Domenico e Giuseppe Tantillo arrestati a dicembre di quell’anno, reggenti della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, nell’operazione Panta Rei.

Le feste di piazza business di Cosa Nostra

Quattro anni più tardi, nel 2019, emerse come le serate animate da cantanti neomelodici, venivano organizzate da un comitato; quest’ultimo era controllato da Cosa Nostra. Erano i mafiosi, infatti, sceglievano e ingaggiavano i cantanti e, attraverso le “riffe” settimanali, con cui raccoglievano il denaro tra i commercianti del quartiere. Somme poi utilizzate anche per rimpinguare la cassa della famiglia mafiosa ed essere, in tal modo, utilizzate per il sostentamento dei carcerati e per la gestione di ulteriori traffici illeciti.

Salvatore Buongiorno, agente di numerosi cantanti neomelodici, viene indagato e arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa, l’uomo si sarebbe occupato di raccogliere i soldi di Borgo Vecchio e corso Camillo Finocchiaro per l’organizzazione della festa.

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