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Palermo, al “Rouge et Noir” il documentario dedicato a Carlo Levi


Marianna La Barbera

La proiezione si terrà mercoledì 5 ottobre alle 21:00

Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi” è il titolo dell’opera che segna l’esordio dietro la macchina da presa di Alessandra Lancellotti, architetto lucano.
Ed è la nuova regia di Enrico Masi, regista emiliano già presente nel panorama del documentario italiano.
Un viaggio per luoghi, immagini e tracce dell’eredità di un grande pittore e scrittore, personalità unica nello scenario culturale e intellettuale del Novecento. 
Una figura – umana, politica, artistica e letteraria – che mantiene inalterata la propria forza espressiva anche nel dibattito contemporaneo. 
Uscito nelle sale italiane, il 5 ottobre torna al “Cinema Rouge et Noir” in piazza Giuseppe Verdi 8 a Palermo, alle 21:00. 
La proiezione si terrà alla presenza degli autori, che dialogheranno con Ivan Scinardo, giornalista, direttore della sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia. 
Il film documentario di Alessandra Lancellotti ed Enrico Masi dedicato alla figura di Carlo Levi è stato realizzato con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, e con il fondo etico della Banca di Credito Cooperativo Basilicata. 
Patrocinato dalle amministrazioni comunali di Torino e Matera e da Lucana Film Commission, supportato dalla Fondazione “Carlo Levi”, è stato presentato e ben accolto dalla critica in occasione del 37° Torino Film Festival. 
Una produzione Caucaso con Luce-Cinecittà, realizzata in collaborazione con Domus Films e Aamod. 

ARTISTA E INTELLETTUALE DI PUNTA DEL NOVECENTO 

Carlo Levi contribuì in modo molto significativo alla complessa storia d’Italia tra il fascismo e il dopoguerra.
Il suo lascito etico e politico ha ispirato tanti uomini di cultura, intellettuali e artisti per via del tratto lucido ed estremamente attuale.
Scrittore, pittore, medico, antropologo, poeta per vocazione e uomo politico per passione, subì la condanna al confino per antifascismo.
Uno dei meriti della pellicola è racchiuso nel racconto della molteplicità degli aspetti e delle tensioni, morali e civili, che animarono l’opera di Carlo Levi, uno degli intellettuali più influenti del Novecento europeo.
Traiettorie di vita, di tempo e di espressione artistica diverse tra loro eppure coerentemente presenti nella vasta complessità interiore ed espressiva di un uomo senza eguali.
Carlo Levi raggiunse la notorietà a livello planetario per il capolavoro “Cristo si è fermato a Eboli” , pubblicato nel 1945 dalla casa editrice Einaudi. 
Il romanzo ebbe anche una trasposizione filmica nel 1979, diretta da Francesco Rosi, con un cast di rango elevatissimo del quale facevano parte, tra gli altri, Gian Maria Volontè, Irene Papas, Lea Massari, Alain Cuny e Paolo Bonacelli

UNA VOCE CHIAROVEGGENTE E RESISTENTE AL TEMPO 

“Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi” interroga dunque diverse tensioni e un florilegio di temi leviani per nulla superati, tutti urgenti. 
Il significato della libertà, l’idolatria del potere, le retoriche della propaganda si accompagnano alla magnifica scoperta e alla narrazione dell’altro. 
Senza dimenticare una delle istanze focali a cui diede voce l’opera di Carlo Levi: le condizioni di vita disumane delle popolazioni del Mezzogiorno d’Italia
E ancora, il racconto antropologico dei contadini, degli indigenti e dei subalterni che aveva animato “Cristo si è fermato a Eboli”. 
Un fuoco di pensiero critico e di umanità che rappresentò per l’autore e per il mondo della cultura in generale una straordinaria scoperta di sè. 
“Lucus a Lucendo. A proposito di Carlo Levi” non è, tuttavia, un documentario biografico. 
Si tratta, bensì, di una straordinaria opportunità per compiere un percorso alla (ri)scoperta delle realtà attuali descritte dall’autore, dotato di una voce chiaroveggente e resistente al tempo. 
Una figura tanto unica da poter incorporare due anime che oggi pare inconcepibile accostare, ovvero l’uomo
politico e il poeta.

L’INCONTRO TRA STORIA PERSONALE E VICENDE COLLETTIVE 

Protagonista del film è Stefano Levi Della Torre, pittore e nipote dell’intellettuale torinese che, a distanza di due generazioni, intraprende una ricerca che lo porta tra la Liguria, il Piemonte, Milano, Firenze, Roma, la Lucania, la Bretagna e Parigi.
Un itinerario fisico e interiore nell’universo leviano, tra materiale d’archivio e riprese contemporanee, che si snoda attraversando gli anni più sensibili del Novecento italiano. 
Una stagione che l’antifascista Carlo Levi visse e narrò con la propria arte. 
Il documentario si arricchisce della presenza di uno dei più importanti studiosi e intellettuali italiani, Carlo Ginzburg,
e della stessa Alessandra Lancellotti, regista e personaggio in campo, che incarna un nuovo discepolo, ruolo che Stefano aveva ricoperto con lo zio.
Il loro dialogo si intreccia con le immagini di alcuni dei più importanti archivi visivi d’Italia.
I grandi avvenimenti della storia collettiva incrociano la dimensione intima, familiare e artistica di Carlo Levi.
Sullo sfondo, corrono le immagini di ieri e di oggi della Lucania, rivelata nel “Cristo si è fermato a Eboli”. 
Un territorio che Carlo Levi conosceva benissimo e del quale ricordava il passato silvano con l’espressione latina “lucus a non lucendo”, ovvero bosco della non luce. 
Un preciso riferimento al paesaggio oscuro conosciuto durante il confino, dal 1935 al 1936, tra Grassano e Aliano, due piccoli centri della provincia materana. 
Un’esperienza, quella lucana, che ispirò, oltre al celeberrimo romanzo e altri scritti, anche l’opera pittorica “Lucania ’61” , custodita nel Museo di Palazzo Lanfranchi di Matera. 

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