Palermo, scendono in piazza deejay, cantanti, musicisti e barman da mesi senza lavoro

Il mondo che ruota intorno ai locali notturni della movida chiede di riaprire, assicurando il mantenimento delle misure di sicurezza imposte dal coronavirus

La crisi economica generata da quella sanitaria per il coronavirus ha danneggiato molti imprenditori e lavoratori. Sono molte le proteste che si sono alternate in questi giorni, provenienti da vari settori, per richiedere un'immediata ripresa delle attività. A manifestare il proprio dissenso sulla gestione di questa situazione sono deejay, musicisti, ballerini, barman, camerieri, addetti alla sicurezza, rimasti al momento esclusi dal cosidetto ritorno graduale alla normalità con la fase 2. Sabato 30 maggio alle ore 10, tutte queste categorie si riuniranno presso piazza del Parlamento a Palermo per chiedere l'avvio di una collaborazione con le istituzioni affinchè possano riaprire tutti i locali notturni fermi dallo scorso 23 febbraio.

Sono tanti i lavoratori e le famiglie in difficoltà, molti dei quali non hanno nemmeno usufruito dei bonus o ammortizzatori sociali erogati dallo Stato. Senza nemmeno escludere i titolari dei locali, costretti a pagare i costi di manutenzione delle strutture, quali acqua, luce o gas, più i costi degli affitti. Per queste ragioni la categoria chiede un incontro con gli organismi competenti in modo da arrivare ad una soluzione mediata dai diversi interessi, come quelli per la sicurezza della clientela. Il sit-in di protesta, difatti, avverrà con massimo rispetto delle norme di distanziamento sociale e con l'utlizzo dei dispositivi di protezione individuale delle vie aree.

Gli operatori del settore, sostenuti dal sindacato Silb, si dichiarano disposti a cooperare con le istituzioni: “Siamo stati dimenticati, comprendiamo che bisogna mettere in atto condizioni e misure di sicurezza ma dobbiamo ripartire. Chiediamo alle istituzioni di trovare, insieme a noi, una soluzione che permetta la riapertura, un tavolo tecnico attorno al quale studiare insieme una ripartenza in piena sicurezza. Siamo aperti e disponibili a collaborazioni, ma non possiamo più rimanere chiusi”.


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