Palermo, Tar sconfessa Comune: “L’ex Coca Cola può divenire Decathlon”

Comune di Palermo bocciato dal Tar per il “no” alla riconversione dell’ex Coca Cola. Riparte progetto da 8 milioni e 130 posti di lavoro. La Lega:”Amministrazione Orlando zavorra della città”

Il Tribunale amministrativo regionale ha bocciato il Comune di Palermo per il “no” al progetto di riconversione dell’ex area della Coca Cola a Tommaso Natale in vista dell’apertura di Decathlon. Il colosso francese dell’abbigliamento sportivo è già presente in Sicilia. Punti vendita a Catania, Milazzo, Ragusa, San Cataldo, Melilli e, da oggi (sabato) anche Trapani. Una sentenza della seconda sezione presieduta da Cosimo Di Paola (estensore Nicola Maisano, referendario Raffaella Sara Russo) ha accolto il ricorso della Abate Spa. Annullato così il provvedimento del Suap del 20 maggio 2020. Provvedimento con il quale il Comune aveva rigettato per “incompatibilità urbanistica” il permesso alla ristrutturazione edilizia con cambio di destinazione d’uso dell’edificio in via Rosario Nicoletti 17, 19 e 21.

CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO POSSIBILE

“E‘ una sentenza importante che stabilisce come nelle zone D del Piano regolatore sia possibile il cambio di destinazione d’uso di un edificio. L’ex stabilimento Coca cola di Palermo, classificato area industriale, può quindi essere trasformato in area commerciale. L’esatto contrario di quello che sostiene, o sosteneva il Comune attraverso il Suap. In pratica, l’operazione che stava portando avanti la Abate Spa, società catanese della grande distribuzione, con l’intenzione poi di cedere l’area riconvertita”. Così Alessandro Anello, consigliere comunale della Lega e vice presidente della commissione attività produttive, e Massimiliano Miconi, presidente dell’associazione costruttori edili.

Decathlon

CASO ANALOGO L’OSTELLO BELLO

Il caso Decatholn fa il paio con un’altra sentenza del Tar del febbraio scorso. Quella che vide nuovamente Palazzo delle Aquile annullare un provvedimento sempre del Suap contrario all’apertura nella zona del porto dell‘Ostello Bello. Una realtà turistico-ricettiva con sedi a Milano, Como, Assisi e in Birmania fondata da tre giovani. Tra cui Carlo Dalla Chiesa, figlio di Nando e nipote del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il Suap aveva negato il permesso alla riconversione dell’ex centrale termoelettrica alle spalle del Castello a Mare dove ospitare la struttura per una “pretesa difformità delle opere oggetto di istanza con lo strumento urbanistico”. I giudici però hanno dato torto al Comune.

LA LEGA: AMMINISTRAZIONE COMUNALE ZAVORRA PER LA CITTA’

Le bocciature collezionate dalla burocrazia targata Orlando non si contano più – aggiunge Anello – e dimostrano l’inefficienza di un’amministrazione nociva per il tessuto produttivo cittadino, per l’iniziativa imprenditoriale, per chi vuole scommettere su Palermo. A Trapani abbiamo Decathlon che inaugura la sesta sede nell’Isola portando lavoro e sviluppo, a Palermo invece è tutto fermo con un’amministrazione comunale che fa da zavorra alla città.”

L’apertura dello store sportivo a Tommaso Natale è investimento da 8 milioni di euro. 50 assunzioni dirette nel punto vendita e altri 80 occupati  nell’indotto. Senza contare un introito per le casse del Comune quantificato in 700 mila euro di oneri accessori, subito, e altri 200 mila euro ogni anno come tasse, a partire dalla Tari. Proprio la tassa sui rifiuti – conclude Anello – che il sindaco Orlando vorrebbe fare inserire direttamente nelle bollette dell’energia dei palermitani. Una proposta fatta dallo stesso sindaco al ministro del Sud, Mara Carfagna. Ciò a dispetto della sporcizia che regna sovrana in ogni angolo della città: l’ultima curiosa uscita, colpo di teatro, di un primo cittadino ai titoli di coda”.