Home Sport Palermo – Venezia, le pagelle: Pigliacelli provvidenziale, Brunori è l’ombra di se stesso

Palermo – Venezia, le pagelle: Pigliacelli provvidenziale, Brunori è l’ombra di se stesso


Emanuele Termini

Brunori sbaglia il secondo rigore consecutivo, manca un tap-in a porta vuota e certifica la grande crisi del Palermo. Per Corini, adesso, si fa veramente dura

Palermo

Una sconfitta pesantissima per il Palermo arrivata al termine di una prestazione horror. Non si salva nessuno, eccetto Pigliacelli che ha mostrato tempra da leader. Di seguito le pagelle con i migliori e i peggiori rosanero in campo oggi:

PALERMO: Pigliacelli 7; Mateju 3,5, Nedelcearu 5, Bettella 5,5, Sala 5 (dal 75′ Soleri 5); Segre 5 (dall’82’ Damiani s.v.), Gomes 5 (dall’82’ Stulac s.v.), Broh 5 (dal 75′ Floriano 5); Valente 4,5, Brunori (C.) 4, Di Mariano 6. All. Corini. 

VENEZIA: Joronen 3,5; Wisniewski 4,5, Ceppitelli 6, Ceccaroni (C.) 6; Candela 5,5, Crnigoj 5 (dal 60′ Cheryshev 6), Andersen 6, Tessmann 6,5, Zampano 6; Johnsen 6,5, Pohjanpalo 7,5. All. Vanoli. 


I MIGLIORI DEL PALERMO

Pigliacelli: L’uomo della (quasi) provvidenza, suo malgrado. Almeno tre interventi decisivi evitano un passivo più pesante che, a dirla tutta, il Venezia aveva meritato di infliggere al Palermo. Nel primo tempo mantiene i nervi saldi in quella che è sembrata una vera e propria sfida a “porta romana”. Nella ripresa si conferma su alti livelli cercando di mettere le pezze in un reparto difensivo apparso più in difficoltà che mai. Luce nelle tenebre. 

I PEGGIORI DEL PALERMO

Brunori: No Matteo, questo non puoi essere tu. Secondo rigore sbagliato nelle ultime due partite, un contropiede divorato a tu per tu contro Joronen e un tap-in facile facile sbagliato nel più clamoroso dei modi. È la spia che qualcosa in questo Palermo non va come dovrebbe andare, in primis a livello mentale. Per carità, giocare bene in attacco in questo Palermo non sarebbe facile nemmeno per l’alieno Haaland. Ma sono segnali allarmanti che Corini e il City Group devono cogliere con enorme urgenza. Prima che sia troppo tardi. 

Mateju: Un errore marchiano sul vantaggio del Venezia e tante altre castronerie difensive. È un giocatore sui generis Mateju, perché spesso in apertura di gara qualcosa di buono lo fa intravedere salvo poi sciogliersi a beneficio degli avversari. Johnsen, ad esempio, ringrazia. 

Valente: Non è l’impegno e la voglia di spendersi per la causa che manca all’esterno rosanero, ma la benzina nelle gambe. E quando la condizione manca, in una squadra perennemente alla ricerca di palloni sporchi da rubare, le qualità individuali vengono oscurate. Non possono essere sue le colpe di questa sconfitta, ma oggettivamente si è visto molto poco. 

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