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Palermo zona rossa, sindaco Orlando: “Servono aiuti per la popolazione”


Redazione PL

Le parole del sindaco sulla zona rossa ordinata da domani per il capoluogo

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Palermo da mercoledì 7 aprile sarà zona rossa per otto giorni. Il sindaco Orlando ha commentato la decisione nata dall’eccessivo aumento dei contagi da Covid-19 nel capoluogo, occasione anche per ribadire al Governo nazionale di dare il prima possibile aiuti concreti alla popolazione.

“Dopo mesi di incertezze sui dati, sull’andamento dell’epidemia e sullo stato di pressione subita dal sistema ospedaliero e dai suoi operatori, a Palermo si registra purtroppo e viene adesso comunicata una situazione estremamente preoccupante di aumento continuo di nuovi contagiati certificata dalle relazioni fornite in queste ore dal Commissario per l’emergenza e dal Capo Dipartimento Regionale Prevenzione e che determina la necessità della zona rossa”.

URGONO RISTORI PER FAMIGLIE E IMPRESE

Nell’auspicio che tutti comprendano veramente e finalmente la gravità della ormai evidente incertezza e contraddittorietà di dati forniti in passato e di pressione sulla situazione e sulla tenuta  ospedaliera che sta mettendo a rischio centinaia di vite, non possiamo che ribadire che non è più rinviabile un tavolo di confronto urgentissimo perché il Governo nazionale e quello regionale valutino tutti i provvedimenti necessari a garantire il diritto alla salute ed aiuti veri alle famiglie e alle imprese.

LA SCUOLA PROSEGUE SECONDO DIRETTIVE NAZIONALI

Per quanto riguarda le scuole, – afferma il sindaco Orlando – ci atterremo alle disposizioni nazionali richiamate dal Presidente della Regione che prevedono la didattica in presenza fino alla prima media inclusa, confidando nel fatto che un flusso di dati continuo e attendibile permetta un costante monitoraggio della situazione nei prossimi giorni e riservandoci la possibilità, qualora la situazione dovesse richiederlo, di provvedimenti ancora più restrittivi in conformità a quanto si realizza da tempo nel resto di Italia e secondo le prescrizioni nazionali”.

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