Home Politica Pellerito, candidato sindaco di Carini:«Inaccettabile il silenzio del centro dopo le 19»

Pellerito, candidato sindaco di Carini:«Inaccettabile il silenzio del centro dopo le 19»


Alfredo Minutoli

Pierpaolo Pellerito, in corsa alla poltrona di primo cittadino della città di Carini, si propone di rivitalizzare il morente tessuto economico del territorio grazie ad una serie di interventi mirati.

Cresce l’attesa per l’apertura ufficiale della campagna elettorale riguardante le prossime elezioni amministrative del Comune di Carini. Ma, in verità, la corsa alla poltrona del quarto centro più popolato della provincia di Palermo, nonchè ventiquattresimo della Sicilia è già iniziata. Il nostro giornale, dopo avere dato voce a Giovì Monteleone, sindaco uscente più che mai pronto a dar battaglia per vedere riconfermata la propria candidatura, fa lo stesso con Pierpaolo Pellerito. A favore del 62enne parla un curriculum professionale di tutto rispetto, in cui spicca una competenza ultraventennale di funzionario regionale da sempre al servizio dei Comuni, nelle vesti di Presidente del consiglio comunale ma anche di assessore. 

Una nuova avventura politica all’orizzonte la vedrà concorrere per la poltrona di primo cittadino di uno dei comuni più rinomati della provincia di Palermo: quali sono i propositi e le aspettative in vista dell’imminente apertura della campagna elettorale.

Viviamo una situazione economico sociale disastrosa, in quanto la parola dissesto non vuol dire altro che fallimento. Carini vive al contempo un momento politico molto delicato a causa del mancato bilanciamento democratico sia dell’opposizione che della maggioranza da parte dell’amministrazione uscente. Questa è una situazione prettamente democratica che, ancor prima delle fortune di un sindaco, dovrebbe essere sancita e rispettata. Dopodichè, il mio intento è quello di fare confluire delle forze politiche per cercare di riunire al centro (Pellerito appartiene ad una corrente centro moderata che si isipira ai valori dell’ex DC ndr) tutte quelle forze che possono essere alternative, con l’obiettivo di risanare la città e di rimetterla in piedi. Potendo contare su risorse regionali e perchè no nazionali, magari negoziando con lo stesso Ministero dell’Interno la questione del dissesto. Perchè, è bene ricordarlo – puntualizza Pellerito -, riguardo quello di Carini bisogna parlare di dissesto anomalo, in quanto non causato da amministratori improvvidi bensì da una crescita esponenziale della popolazione nel periodo 2000/2010. 

Su Giovì Monteleone, che vuole dare continuità al lavoro iniziato ciqnue anni fa, i carinesi hanno pareri discordanti. Il vostro elettorato desidera intercettare anche i cosiddetto scontenti?

Scontenti – continua Pierpaolo Pellerito – , i cittadini di Carini lo sono intanto per questioni assolutamente oggettive. Basti considerare il fatto che, sotto il profilo imprenditoriale, in passato fiore all’occhiello del nostro dinamico territorio non c’è davvero più nessuno. Il centro storico poi, in particolare la sera, quando dovrebbe rianimarsi, appare come una spelonca. I commercianti sono per questo in forte difficoltà, per non parlare dell’edilizia da tempo ferma. Se poi passiamo a discutere della tanto agognata riqualificazione della fascia costiera questa non è stata pervenuta. Il Comune è in dissesto – sospira l’aspirante sindaco – , con molti dipedenti che, in età avanzata stanno andando in pensione, mentre per i più giovani non si fa menzione circa la possibilità di indire concorsi. Il cimitero comunale poi rappresenta un’altra grana, in quanto risulta bloccato, per cui tra non molto, inevitabilmente non si saprà dove sistemare i morti, con gli stessi tributi lievitati a causa del dissesto, per cui, se una volta per entrare al cimitero bastavano 150 euro adesso ce ne vogliono 500. E ancora l’acqua – prosegue Pellerito – , il cui prezzo è triplicato con servizi quasi azzerati a fronte di un’imposizione fiscale elevata al massimo. Se due più due fa quattro si capisce immediatamente che qualcosa non è andato per il giusto verso. Tutto questo ha creato tanta preoccupazione e difficoltà in seno a tante famiglie.”

Alla luce di quanto detto, considerando che la pandemia ha contribuito a dare una potente spallata  al tessuto ecomomico, cosa si può fare concretamente per ridare speranza a chi questo territorio lo vive nel quotidiano?

Carini è una città importante, con dei monumenti di grande pregio, i cui retaggi appartengono ad una storia molto molto antica. Il Duomo, le chiese, ma su tutti il Castello – sospira Pierpaolo Pellerito – , unico nel suo genere in Sicilia in quanto sorge nel pieno centro cittadino. Una rarità, considerata l’ubicazione usuale che vede questo tipo di edifici sorgere in alto molto distanti dal centro storico. E, a proposito del nostro centro storico, è sotto gli occhi di tutti il fatto che sia stato abbandonato a se stesso dall’ultima amministrazione. La ricetta è quella di rilanciare il turismo magari effettuando la stessa manutenzione del castello, oggi privo di accoglienza così come degli stessi arredi. Per noi è importante sviluppare un discorso integrato che veda protagonisti il mare e  la zona pedemontana, il tutto nell’ottica turistica, settore capace più degli altri di riattivare un importante volano economico. Unendo tutto ciò che di buono si può fare lungo uno dei più bei litorali che offre la Sicilia, alla riqualificazione del patrimonio artistico, siamo certi che i frutti si potrebbero raccogliere nell’arco di poco tempo. Ripeto, vedere che alle 19, tutti i bar sono chiusi e latita completamente un minimo di movida notturna suscita tanta amarezza, soprattutto in tutti coloro che hanno scelto Carini come luogo dove vivere. L’auspicio – afferma Pierpaolo Pellerito –  in tal senso sarebbe quello di costituire una fondazione in modo da riunire i nostri concittadini che sono emigrati in America e fare una sorta di simbiosi per riportare risorse e interessi nella città”. 

Si parla di Carini e, ancora una volta, non si può non menzionare l’incredibile aumento demografico degli ultimi anni, causato in particolare dalle migliaia di palermitani che, al caos metropolitano hanno preferito una condizione di vita più serena.  

Quando ero Presidente del Consiglio Comunale – ricorda Pellerito – , ho predisposto una relazione in cui facevo notare quanto fosse paradossale avere una situazione di dissesto nel contesto di una realtà definita, dallo stesso Ministero, sotto dotata di risorse. Qualcosa che ha del paradossale, ma che, per l’ennesima volta spiega bene quali dinamiche si attivano nella nostra bella terra di Sicilia. Mi sono dedicato a questa relazione, di ben cinquanta pagine, con grande attenzione, e finalmente, dopo essere stata bocciata due volte la terza è stata finalmente approvata. Ma a quanto pare, approfondire determinate questioni a nessuno interessa più di tanto. Credo che indossare la fascia durante le processioni e fare bella mostra di sè è una cosa – precisa Pierpaolo Pellerito -, ma indossarla con la dovuta con serietà, competenza e responsabilità sia un’altra. Anche se credo che quest’ultimo auspicio sia destinato a rimanere una grande chimera. Ma la gente lo ha capito – prosegue Pellerito –  e per questo contiamo fiduciosi sull’apporto di chi ci dà credibilità e affidabilità. Particolare attenzione sarà rivolta al litorale carinese. Nel tempo, da una parte la realizzazione negli anni ’50 dell’infrastruttura autostradale e dall’altra l’abusivismo edilizio hanno creato una roccaforte impenetrabile per l’accesso al mare, rimuovendo ogni rapporto relazionale tra l’originario insediamento abitativo montano e il water front. Necessita pensare differentemente rispetto al passato, creando nuovi progetti che ricompongano le maglie relazionali del paese di Carini con il suo litorale superando la barriera autostradale e riqualificando il water front per creare nuove economie utilizzando le eccezionali opportunità offerte dal territorio.

Occorre quindi – continua Pellerito – rianimare il territorio mediante interventi di riqualificazione della fascia costiera che possano coinvolgere attivamente l’imprenditoria Carinese e ricostituire quella identità persa negli anni. Pensare differentemente trascinerebbe in termini relazionali tutte le attività produttive culturali e artistiche del paese, apportando un beneficio sostanziale anche alla fiscalità locale per dare risposte alla collettività in ordine ai servizi e alla realizzazione di nuove infrastrutture sociali. Se sarò eletto Sindaco – conclude – sarò parte attiva con le associazioni di categoria e con i giovani imprenditori per realizzare un nuovo progetto, che finalmente, dopo anni di attività predatoria, possa ridare la parola alla rivalorizzazione del territorio da utilizzare quale eccezionale risorsa economica per il futuro sviluppo del Territorio di Carini”. 

——————————————————————————————–

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Giovì Monteleone:«Ho risollevato le sorti di Carini e voglio completare il mio lavoro»

Potrebbero interessarti