Home Economia e lavoro Per gli autonomi arriva il concordato preventivo con il Fisco: vantaggi e svantaggi

Per gli autonomi arriva il concordato preventivo con il Fisco: vantaggi e svantaggi


Redazione PL

Il patto con gli autonomi potrebbe cambiare in meglio il sistema tributario per le partite IVA: ecco a chi è rivolto e cosa prevede

Il Governo sta definendo le regole del nuovo concordato preventivo biennale per una parte dei contribuenti. Si tratta di un patto con i lavoratori autonomi della durata di due anni, dal quale l’Erario ipotizza di potere incassare 769,5 milioni di euro. Con l’introduzione di questo nuovo e innovativo meccanismo, il Fisco si propone di semplificare e rendere più trasparente il rapporto tra i contribuenti e l’Amministrazione Finanziaria. Al centro di questa novità c’è l’uso di tecnologie avanzate e un dialogo costruttivo tra le parti, che potrebbe cambiare in meglio il sistema tributario per le partite IVA. In pratica si tratta di un accordo biennale tra i lavoratori autonomi e il Fisco per definire in anticipo le imposte da pagare.

Questo sistema permette ai contribuenti di conoscere e concordare con l’Agenzia delle Entrate il proprio reddito imponibile per i successivi due anni, ricevendo in cambio una serie di benefici, come una maggiore affidabilità e l’esclusione da alcuni tipi di accertamento fiscale.

Nuovo concordato, a chi è rivolto e i vantaggi

Chi sceglie di aderire al concordato biennale potrà infatti godere di esclusioni dagli accertamenti standard, una riduzione degli adempimenti burocratici e soglie più alte per compensazioni e rimborsi. Questo sistema è progettato per premiare i contribuenti affidabili, con l’obiettivo di spostare il focus dall’azione repressiva postuma a una prevenzione più efficace e cooperativa. Il concordato è rivolto principalmente ai contribuenti di dimensioni minori, come autonomi e professionisti, in particolare quelli che già mostrano una certa affidabilità fiscale attraverso gli Isa, gli indici sintetici di affidabilità. Per accedere a questo strumento, è necessario avere un voto minimo stabilito dall’agenzia delle Entrate e non avere debiti significativi con il Fisco. In particolare bisognerà aver raggiunto nell’ultimo anno d’imposta un voto almeno pari a 8. Si tratta della soglia già utilizzata oggi per perimetrare i contribuenti a minor rischio evasione, che con quel voto si mettono al riparo da possibili accertamenti.

Cosa succede a chi è nel regime forfettario?

L’accordo biennale potrà essere attivato anche dai forfettari, cioè gli autonomi che hanno scelto la Flat Tax sostitutiva oggi possibile per chi ha ricavi e compensi annui fino a 85mila euro. Accettare il concordato significa impegnarsi a raggiungere i redditi concordati, con il rischio che, se non si raggiungono tali soglie, le imposte da pagare non verranno ridotte. Inoltre, vi sono circostanze eccezionali che permettono l’uscita dal concordato, come una drastica diminuzione del reddito o del valore della produzione. L’adesione al concordato richiede il rispetto di specifiche scadenze. Il sistema prevede che l’agenzia delle Entrate fornisca i software di calcolo e le proposte di reddito imponibile, cui il contribuente potrà aderire entro determinati termini. Il processo prevede un’interazione tempestiva tra le parti, con il contribuente che dovrà rispettare le date fissate per l’adesione.

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