Home Cronaca Il Piano vaccinale a Palermo e quei medici che vorrebbero fare di più

Il Piano vaccinale a Palermo e quei medici che vorrebbero fare di più


Alfredo Minutoli

Trascurate importanti risorse per dare un'accelerata alle vaccinazioni. La dott.ssa Serena Russo: "A Palermo e provincia noi medici di Medicina Generale siamo quasi 600 e l'unico hub vaccinale messo a disposizione è quello di Villa delle Ginestre"

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Che in Italia la campagna vaccinale abbia bisogno di un’accelerata è cosa nota. Ad oggi, 4 maggio 2021 i dati recitano così: 14.782.162 le prime dosi totali (24,79% della popolazione). 6.379.737 persone vaccinate (10,70% della popolazione). Di cui con vaccino monodose 96. 466 (0,16% della popolazione). Stando ai dati diffusi da Lab24 sul Il Sole 24 Ore si procede a ritmi più lenti rispetto agli altri grandi Paesi europei. E se il commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, comunica che sono state “raggiunte le 500mila vaccinazioni”, la Germania è già a un milione ogni 24 ore.

UNIONE EUROPEA CON UN MESE DI RITARDO RISPETTO ALLA GB

Le voci che si levano da più parti, riguardo l’esigenza di correre anzichè passeggiare sono tante. Come quella di Stefano De Lillo, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma, secondo il quale la lentezza della campagna vaccinale italiana non è solo una questione di consegna delle dosi e vaccini mancanti.“Paghiamo il ritardo, come Unione Europea, dell’approvazione dei vaccini da parte dell’agenzia del farmaco EMA. Un mese in più rispetto all’Inghilterra che sicuramente non ci ha giovato”. Da Palermo invece, sono i Medici dell’Area della medicina generale a sottolineare un aspetto importante. In merito alla campagna vaccinale infatti, la loro è una disponibilità che andrebbe ben al di là della possibilità concessa fino ad ora. Intervistata da Palermo Live è la dott.ssa Serena Russo a chiarire come stanno le cose.

Hub vaccinale di Villa delle Ginestre

UNA FIGURA PREZIOSA

Noi medici di continuità incontriamo delle difficoltà enormi ad inserirci nella campagna vaccinale senza tra l’altro capire per quale motivo. Essendo quello attuale un momento estremamente delicato, in cui la gente soffre pesantemente l’atmosfera oppressiva imposta dalla pandemia, la figura del medico di continuità dovrebbe essere valorizzata anzichè ignorata. Per la nostra vicinanza ai pazienti, per il rapporto fiduciario instaurato con loro, potremmo fare superare le paure e le ritrosie che ci sono ad esempio nei confronti dell’AstraZeneca. La gente, solitamente, quando ha delle perplessità chiama il proprio medico di fiducia. Se Lo scopo finale è quello di accelerare il più possibile la campagna vaccinale, credo che tutti coloro i quali sono nelle condizioni di fare una puntura debbano essere messi nelle condizioni di operare.”

Per quanto mi riguarda ho dato la mia disponibilità gratuita alla farmacia ubicata sotto il mio studio. Ciò visto che nell’accordo preso per la suddetta categoria non è prevista la presenza di un medico che affianchi il farmacista pronto a inoculare il vaccino.”

UN HUB VACCINALE CHE NON BASTA

Abbiamo firmato un accordo l’8 marzo, alcune Asp sono partite subito, altre invece hanno aspettato un pò più di tempo. In questo momento abbiamo a disposizione l’hub vaccinale di Villa delle Ginestre dove vacciniamo coadiuvati da personale amministrativo e infermieristico. Il punto è che la sola Villa delle Ginestre non riesce ad accoglierci tutti, tanto che ci sono alcuni miei colleghi che attendono ancora di essere chiamati per il turno di vaccinazione. Anche per quanto riguarda l’operatività all’interno dei rispettivi ambulatori, la situazione presenta enormi difficoltà, a cominciare dal poco maneggevole vaccino Pfizer.”

Unicoop e Unci Sicilia mettono a disposizione le proprie sedi

UNA DISPONIBILITA’ NON ACCOLTA

In modo da chiarire meglio la situazione la dott.ssa Serena Russo racconta. “Quando ci fu chiesto di divenire parte attiva del programma vaccinale, la nostra categoria ha risposto presente. Alcuni di noi si sono detti disponibili a gestire le vaccinazioni a domicilio, presso i malati fragili impossibilitati a deambulare, altri invece per la vaccinazione negli hub. Altri per le unità mobili e altri ancora per i presidi di continuità assistenziale ma, rispetto agli hub, senza personale amministrativo. Personalmente, essendo in medicina generale da meno di un anno, e avendo per questo pochi pazienti, anche grazie alla campagna persuasiva che mi sono prefissa tramite telefonate e messaggi whatsapp, ho indotto tanti di loro a vaccinarsi. Motivo per il quale credevo che la mia figura fosse preziosa e spendibile presso qualche hub vaccinale, luogo in cui avrei potuto tra l’altro vaccinare molte più persone”.

LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO

Ricordiamo inoltre che noi medici di medicina generale, al contrario dei nostri colleghi (per le Usca e per gli specializzandi, oltre al medico è previsto un autista, un amministrativo e l’infermiere. ndr) dobbiamo gestire lo spostamento, la preparazione del vaccino e la vaccinazione stessa da soli. Basta questo per capire la differenza enorme di trattamento. Chi invece, come me, ha dato adesione agli hub, trova difficoltà a fare i turni per i quali si era proprosto. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, considerato che, essendo a Palermo e provincia quasi 600, l’unico posto messo a disposizione, ossia Villa delle Ginestre, non basta affatto.”

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