Home Cronaca di Palermo Processo “Centro” a Palermo, due rinvii a giudizio e rito abbreviato per 16 imputati

Processo “Centro” a Palermo, due rinvii a giudizio e rito abbreviato per 16 imputati


Elian Lo Pipero

Villaggio

Nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Centro”, 16 imputati hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, mentre solo due hanno optato per il giudizio ordinario. Il processo è in corso di svolgimento dinanzi al group Rosario di Gioia. L’operazione si è articolata in due filoni tra la fine del 2022 e l’estate 2023: gli imputati sono accusati per i reati di associazione di tipo mafioso; estorsione, consumata e tentata, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività mafiosa e di essersi avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva; associazione finalizzata al traffico di sostanze, condotta posta in essere per conto del sodalizio mafioso nell’interesse dello stesso; spaccio di stupefacenti.

In particolare hanno scelto rito abbreviato Gaetano Badalamenti, Alessandro Cutrona, Antonino Pisano, Francesco Mule’, Alessandro Adamo, Francesco Lo Nardo, Giuseppe Mangiaracina, Antonio Lo Coco, Calogero Leandro Naso, Salvatore Gioeli, Simone Abbate, Salvatore Maddalena, Giovanni Maddalena, Giuseppe Civiletti e Giuseppe Campisi (difesi fra gli altri dagli avvocati Debora Speciale, Antonio Turrisi, Filippo Gallina, Michele Giovinco, Miria Rizzo, Gianfranco Viola).

Processo “Centro”: rito abbreviato condizionato per Massimo Mulè

Accolta la richiesta di abbreviato condizionato avanzata dai legali di Massimo Mule, difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Marco Clementi. Il gup Rosario di Gioia, in accoglimento della richiesta difensiva, ha ritenuto indispensabile ai fini del decidere, sentire in aula il proprietario del pub Chaka e di Ristorante “Le Mura”, in relazione ad un’ipotesi di estorsione, che vede dagli altri imputati Massimo Mule’, per comprendere meglio il ruolo svolto dall’imputato in questa vicenda, atteso che l’unico elemento indiziario sarebbe costituito da un intercettazione ambientale dello stesso proprietario ed il Mangiaracina, nel corso della quale si farebbe riferimento a tale “u nicu”, nomignolo che però non parrebbe riconducibile con assoluta certezza a Massimo Mule’.

Due rinvii a giudizio

Il processo è stato rinviato al prossimo 12 gennaio gennaio 2024, proprio per l’assunzione del suddetto testimone. Hanno optato invece per il giudizio ordinario gli imputati Giuseppe Castelli e Salvatore D’Atria, che sono stati rinviati a giudizio dinanzi la terza sezione collegiale del tribunale di Palermo per l’udienza del 6 marzo 2024.

A margine dell’udienza si registrano le dichiarazioni spontanee di Alessandro Cutrona, il quale si è scusato con i pubblici ministeri e con tutti i soggetti che ha ingiustamente accusato, nel periodo in cui simulò la volontà di collaborare dalla giustizia. Scelta che a suo dire era stata dettata dal desiderio di uscire dal carcere per ricongiungersi con i suoi familiari. Ha spiegato di aver dichiarato il falso proprio per questo motivo. 

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