Home Eventi, tv e spettacolo Pubblico in studio a “C’è posta per te”: la risposta di Maria De Filippi

Pubblico in studio a “C’è posta per te”: la risposta di Maria De Filippi


Francesca Catalano

Maria De Filippi risponde alle numerose polemiche

Maria De Filippi

Sabato 09 gennaio è tornato l’appuntamento con C’è posta per te. Tra gli ospiti: Luca Argentero, Sabrina Ferilli e la mamma Ida. Il debutto della nuova stagione dell’amatissimo programma di Maria De Filippi, giunto ormai alla ventunesima edizione non è, però, passato inosservato. Subito è scoppiata una polemica sui social, in molti si sono chiesti “Perchè i teatri chiusi ed aC’è posta per te c’è il pubblico e per giunta senza mascherine?”.

Sul palco molti ospiti, tutti senza mascherina (compresi i postini) e con le barriere di plexiglass a dividerli e distanziamento assente.

La risposta arriva direttamente da Maria De Filippi in un’intervista rilasciata a Che tempo che fa su Rai3, il programma di Fabio Fazio. La celebre conduttrice, ha spiegato al collega e al pubblico il motivo dell’assenza di mascherine nello studio del popolare show. A favorire la realizzazione del programma è stato innanzitutto il periodo. “Essendo registrata ho la fortuna di poter avere il pubblico in studio nei miei programmi. Per C’è posta abbiamo registrato quasi tutto in un periodo nel quale l’emergenza non era così alta. Però sono stati tutti tamponati. Chi riceve e manda la posta viene messo isolato in un hotel, io stessa vengo controllata. In pratica chi manda viene subito tamponato e chiuso. Non nego però che qualcuno è anche stato rimandato indietro a seguito di tampone positivo. Quest’anno è anche difficile avere ospiti internazionali e infatti non ne avrò nemmeno uno, non ci saranno”.

Inoltre: “C’è Posta Per Te cambia in parallelo con la gente, con il momento storico che la gente sta vivendo. Quindi le storie seguono questo cambiamento. Ad esempio, c’era la storia di una ragazza che ha chiamato perché il padre aveva perso il lavoro. Più avanti ci saranno storie di persone che hanno perso i loro cari nelle terapie intensive”.

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