Home Cronaca di Palermo Rapina a furgone di sigarette in zona Oreto: il VIDEO

Rapina a furgone di sigarette in zona Oreto: il VIDEO


Redazione PL

Per uno dei due arrestati è scattata l'aggravante per aver commesso il fatto mentre era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno

La Polizia di Stato di Palermo, su delega della Procura della Repubblica, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di Mistretta Francesco, classe 1968, e Tutone Alessandro, classe 1984. Il Gip ha emesso i provvedimenti nei confronti dei due, entrambi pregiudicati per reati della stessa specie. Grazie alle indagini dei polizotti della squadra mobile, si è giunti infatti all’identificazione dei soggetti fortemente indiziati di aver commesso una rapina aggravata nei confronti di un furgone per il trasporto tabacchi lavorati e di avere, nell’occorso, sequestrato i due dipendenti della ditta di trasporto.

RAPINA AL FURGONE DI SIGARETTE

I fatti risalgono al 14 giugno scorso. I due indagati avrebbero dapprima seguito il mezzo che effettuava le consegne in zona Oreto. Poi, approfittando del fatto che le due vittime stessero scaricando gli scatoli presso una rivendita, travisati e minacciando di morte i due operai, si sarebbero fatti consegnare 8 colli. Questi contenevano sigarette di svariati marchi, per un valore totale che si aggira attorno ai 15.000€. Parte della refurtiva è stata recuperata nelle immediatezze del fatto dal personale intervenuto.

Prima di darsi alla fuga, i due indagati avrebbero poi rinchiuso i due rapinati all’interno dello stesso loro mezzo, privandoli in tal modo della possibilità di scappare o chiedere aiuto.

LA DECISIONE DEL GIP

Per entrambi il Giudice Per le Indagini preliminari ha contestato la recidiva specifica reiterata. Solamente per Tutone è scattata l’aggravante per aver commesso il fatto mentre era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. I due, in attesa di giudizio, sono stati condotti presso la casa circondariale “Lorusso Pagliarelli”.

I fatti oggi contestati rappresentano l’esito delle attività di indagine preliminare, nel corso della quale sono stati raccolti svariati indizi di colpevolezza nei confronti dei due predetti soggetti, significando che la piena responsabilità penale per i fatti contestati potrà essere accertata solo a seguito del giudizio.

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