Home Economia e lavoro Rdc, i percettori a Palermo: “Abolirlo è far scoppiare una bomba sociale”

Rdc, i percettori a Palermo: “Abolirlo è far scoppiare una bomba sociale”


Redazione

La replica di Tony Guarino, presidente del Mo.Se.Si e portavoce dei percettori del reddito di cittadinanza nel Palermitano, alle recenti affermazioni del presidente Nello Musumeci.

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E’ bufera sulle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci in materia di reddito di cittadinanza e percettori. A “Oggi è un altro giorno”, su RaiUno, il governatore dell’isola si è infatti pronunciato contro il beneficio, asserendo che – allo stato attuale delle cose – andrebbe abolito.

Le parole di Musumeci hanno suscitato l’indignazione di Tony Guarino, presidente del Mo.Se.Si – Movimento Separatista Siciliano, nonché portavoce dei percettori del reddito di cittadinanza a Palermo e provincia. “La Regione dà cattivi servizi ai cittadini e poi ha il coraggio di andare dalle emittenti televisive e dichiarare che il reddito di cittadinanza andrebbe abolito e che i percettori non vogliono lavorare”, sbotta a Palermo Live.

Le dichiarazioni di Nello Musumeci

“In Sicilia ci sono 556mila beneficiari del reddito di cittadinanza e solo l’1% ha voluto o potuto trovare lavoro. Questo dà l’idea di come, nonostante si siano impegnate decine e decine di miliardi, lo strumento sia assolutamente inadeguato”. Così il presidente Nello Musumeci ha dichiarato qualche giorno fa su RaiUno.

“Credo – ha proseguito – che serva un’attenzione da parte dello Stato verso chi non ce la fa e in quel caso lo Stato deve intervenire, ma non può diventare lo strumento per i furbi . In Sicilia non si trova più chi fa la vendemmia, non si trovano più operai”. Il reddito di cittadinanza, insomma, “con questo meccanismo, andrebbe abolito”.

“E’ uno strumento diseducativo – chiosa Musumeci – ma al tempo stesso è necessario guardare con maggiore attenzione fra le pieghe del sociale”.

La replica di Tony Guarino

Non ci sta Tony Guarino, che dà voce al malcontento dei percettori palermitani del sussidio. “Non è vero che la gente non vuole andare a raccogliere le olive, la gente è sottopagata a 5 euro quando la paga sindacale è di 8. La gente è arrabbiata soprattutto per il discorso uffici di collocamento, perché è impossibile ogni mese andare lì, a fare cosa poi? Parliamo di più di 30mila percettori reddito di cittadinanza nella sola città di Palermo. Gli uffici del collocamento, tra l’altro, non funzionano da sempre”.

Il riferimento è al testo della bozza della Manovra 2022. Questo prevede la decadenza del beneficio per chi non si presenterà ogni mese senza giustificato motivo presso un Centro per l’impiego.

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Percettori di Rdc a rischio

Guarino getta luce sulle possibili conseguenze di una eventuale abolizione del sussidio. “Non capiscono che facendo così scoppierebbe una vera e propria bomba a orologeria, una bomba sociale – dichiara a Palermo Live -. Nel momento in cui dovesse accadere una cosa di questo genere non si parla più di Green Pass, libertà o no vax, ma che scende la gente a cui viene tolto il piatto di pasta sperando di avere un posto dignitoso in modo sereno. La gente impazzirebbe”.

Malcontento anche per la regola che prevede la revoca del reddito di cittadinanza dopo il rifiuto di due proposte di lavoro congrue. “Congrua” è considerata l’offerta di lavoro a non più di 80 km dal luogo di residenza o in un posto raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici. Dalla seconda offerta, inoltre, secondo la bozza salterebbe il vincolo territoriale, dunque l’offerta potrebbe essere in tutto il territorio nazionale.

“Le proposte di lavoro sono passate addirittura da tre a due, di cui la prima a 80 km. La gente come si dovrà spostare? – si chiede Guarino – Andrà a lavorare per 500 euro e dovrà pagare abbonamenti o benzina?”.

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