Home Economia e lavoro Stanno arrivando 50 mln di buste verdi: sono multe e tasse non pagate

Stanno arrivando 50 mln di buste verdi: sono multe e tasse non pagate


Pippo Maniscalco

Il Fisco vuole incassare le tasse e le multe e non pagate. Si spera in un nuovo rinvio del termine ultimo per l'invio delle cartelle esattoriali

Se nella vostra cassetta della posta s’intravede una busta di colore verde, sappiate che non si tratta di buone notizie: infatti chi ha multe o tasse non pagate negli ultimi cinque anni, probabilmente sarà tra coloro che ha già ricevuto o sta per ricevere una notifica dall’Agenzia delle Entrate. Più esattamente dal “Servizio Riscossione per multe o tasse non pagate”. Infatti dal 31 dicembre 2020 è terminata la sospensione delle cartelle esattoriali, prevista per dare una boccata d’ossigeno agli italiani già colpiti duramente dagli effetti economici negativi della pandemia da Coronavirus.

50 MILIONI DI ATTI GIUDIZIARI

Le buste di colore verde in arrivo potrebbero essere più di 50 milioni, con 35 milioni di richieste di pagamento per insoluti che riguardano il 2020, e 15 milioni per gli accertamenti del 2021. Questo succede mentre la pandemia è ancora in atto. Ed è per questo che si spera in una ulteriore sospensione di qualche mese, con contestuale riapertura dei termini fissati per le precedenti versioni della Rottamazione delle cartelle esattoriali. Perché non si può ignorare che l’anno appena concluso è stato estremamente critico per molte categorie di lavoratori e contribuenti.

CI SARÀ UNA SANATORIA?

C’è anche chi ha ipotizzato una sanatoria erga omnes, che abboni tutti i mancati adempimenti. Soprattutto quelli che, a conti fatti, non hanno prodotto danni concreti per le casse dell’Erario. In altre parole un colpo di spugna che cancelli tutte le situazioni pendenti, senza illudere con proroghe di breve respiro. Il tutto per permettere di tornare ad una regolarità fiscale senza continui strascichi del 2020. Al limite potrebbe servire anche un condono per i debiti inesigibili precedenti al 2015. Sono tanti, e riempiono i magazzini dell’ex Equitalia.

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