Home Dall'Italia Ruba brioches al bar, poi le scuse: “Avevo fame e non avevo soldi”

Ruba brioches al bar, poi le scuse: “Avevo fame e non avevo soldi”


Redazione

L'ignoto autore del biglietto di scuse ha lasciato anche una banconota da 10 euro per ripagare il proprietario del vassoio sottratto. Una storia di disperazione e dignità per la quale si spera adesso in un lieto fine.

brioches

Una storia che fa riflettere ed emozionare giunge dalla città di Pistoia, in Toscana, e verte attorno al “furto” di un vassoio di brioches. A sottrarle al bar “Alibabar 2.0” un individuo di cui non si conosce l’identità; ciò che si sa è che la persona in questione, il giorno dopo, è tornata presso l’attività per lasciare un biglietto.

“Buongiorno, mi scusi, l’altra mattina avevo fame e non avevo soldi. Grazie”. Così recita il pezzo di carta scritto a mano. Accanto ad esso una banconota da 10 euro per pagare le brioches sottratte sotto la spinta della fame e della disperazione. Il vassoio si trovava infatti all’esterno del locale sopra un contenitore di plastica, chiuso con un lucchetto, che ne conteneva altri due. Il “furto”era avvenuto mentre il bar era chiuso ed è stato scoperto solamente il giorno dopo all’apertura.

“È una cosa che ci ha colpito molto“, ha dichiarato il titolare del locale, Maurizio Milani, alla trasmissione “Mattino Cinque”. Il gesto delle scuse sarebbe stato già di per sé lodevole – riflette l’uomo -, ma l’atto di lasciare il denaro, senza farsi vedere e non dando dunque nemmeno la possibilità al proprietario di rifiutare quella banconota che era forse l’ultima rimasta, rende l’episodio davvero commovente.

“A una persona con tanta dignità è anche giusto dare un’altra possibilità“, ha affermato Milani. Un altro pasticcere della cittadina toscana, infatti, venuto a conoscenza della storia, ha deciso di offrire un posto di lavoro alla persona che ha dimostrato tale onestà. Quale biglietto da visita potrebbe infatti essere migliore di quel biglietto di scuse? Ora bisogna, però, trovare la persona che ha agito nell’ombra.

Presso la caffetteria sarà quindi affisso un cartello, in modo tale che questi possa essere raggiunto dalla proposta di lavoro che gli è stata offerta. La speranza è che un episodio frutto del bisogno e della necessità possa ora diventare l’inizio della svolta che conduce ad un lieto fine.

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