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Sardegna in zona bianca, invece in Sicilia situazione in bilico


Pippo Maniscalco

La zona bianca equivale a uno scenario quasi normale, e si può avere se la circolazione del coronavirus è molto bassa e il rischio è al minimo. I requisiti per arrivarci e cosa è permesso fare

Dal 16 gennaio, dopo l’approvazione del decreto legge del 14 gennaio, tra le fasce di colore che impongono differenti misure di contenimento dei contagi da coronavirus in Italia è stata introdotta la zona bianca. È quella che identifica un minore rischio con livelli di circolazione del Sars-Cov-2 sotto i livelli di allerta, e con parametri non particolarmente preoccupanti. La prima regione italiana a entrare in zona bianca, a partire dal 1° marzo 2021, è la Sardegna.

COSA SIGNIFICA ESSERE IN ZONA BIANCA

In zona bianca non si applicano le limitazioni previste nelle zone gialle, arancioni e rosse. Non c’è più il coprifuoco, e per bar e ristoranti sono abolite le restrizioni orarie. Possono riaprire, rispettando i previsti protocolli, anche le attività rimaste fino ad ora chiuse, come cinema e teatri, palestre, piscine e scuole. Solo le discoteche rimangono chiuse. Anche in zona bianca rimane comunque l’obbligo di utilizzare sempre la mascherina, e evitare gli assembramenti.

I REQUISITI PER LA ZONA BIANCA

Una Regione o una Provincia autonoma che vogliono richiedere al ministero della Salute l’accesso alla zona bianca, devono avere per almeno tre settimane un Rt inferiore a 1, e l’incidenza di casi di Covid inferiore a 50 ogni 100 mila abitanti. Con eventuale trasmissione associata a focolai identificati. Inoltre il sistema sanitario non deve essere in sofferenza, con la capacità di curare tutti i malati grazie alla disponibilità di posti letto e strutture. Infine il tracciamento e il monitoraggio delle nuove infezioni deve essere altamente efficiente e documentato.

LA SITUAZIONE DELLA SICILIA

Il sogno della Sicilia è potere entrare in zona bianca in primavera. È legittimo, considerando che i dati dell’ultimo report della cabina di regia sono buoni, C’è l’indice di trasmissione Rt che è sceso ancora, da 0,73 a 0,71, e l’incidenza è stata di 58 casi di Covid su 100mila abitanti. Quindi di poco al di sopra della soglia di 50 casi su 100mila. Cioè di poco superiori a quei valori necessari per fare il salto di qualità. In proposito, come scrive Repubblica, il professore di Statistica Vito Muggeo dice: «Le settimane precedenti hanno visto la Sicilia in una fase di forte recessione della pandemia, con un indice di trasmissibilità Rt fra i più bassi d’Italia, superiore solo alla Sardegna».

ZONA BIANCA IN SICILIA: SI, “NI” O NO?

Ma avverte: «Negli ultimi giorni ci sono segnali di risalita dei contagi». Da questo si capisce che per una possibile zona bianca diventano cruciali le due prossime settimane. Sulle quali, purtroppo, peseranno le incognite della diffusione delle varianti. E inoltre si devono fare i conti con una campagna vaccinale che non va molto spedita, fiaccata dalla carenza di dosi. Anche per questi motivi l’infettivologo Massimo Farinella dice: «Non è il momento di allentare le misure restrittive».

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