Home Dall'Italia Scontro tra barche all’Argentario, c’è un indagato: proseguono le ricerche della donna dispersa

Scontro tra barche all’Argentario, c’è un indagato: proseguono le ricerche della donna dispersa


Redazione PL

Un uomo morto, una donna dispersa e 4 feriti. Il bilancio dello scontro tra due imbarcazioni nel mare dell'Argentario potrebbe gravare sul conducente dello yatch, che pare viaggiasse con il pilota automatico

scontro argentario

Naufragio, omicidio colposo e lesioni. Questi i capi di accusa che muovono le indagini sullo scontro tra due imbarcazioni avvenuto ieri, 24 luglio, nel canale tra Monte Argentario e l’Isola del Giglio. A venire a contatto uno yatch, sul quale vi erano quattro persone di nazionalità danese, e un’imbarcazione a vela, con a bordo sei persone originarie di Roma. Tra questi anche Andrea Giorgio Coen, 59 anni, deceduto in seguito al tragico incidente. Proseguono invece le ricerche di Anna Claudia Cartoni, 60 anni, che risulta ancora dispersa in mare. Le altre quattro persone presenti sul mezzo a vela, nonostante siano rimaste ferite, risultano fuori pericolo di vita.

Non si esclude l’ipotesi che l’imbarcazione a motore, prima dell’impatto, stesse navigando con il pilota automatico inserito. Elemento che aggraverebbe la posizione di Per Horup, 58enne danese, conducente dello yatch. L’uomo viaggiava insieme ad altri tre connazionali, Mikkel Horup, Tine Lehmann e Anna Maria Sorensen Durr. Procedono le indagini, che comprenderanno anche una consulenza specifica atta a determinare la velocità e la traiettoria dei mezzi coinvolti, al momento posti sotto sequestro.

SCONTRO ALL’ARGENTARIO: PER LE RICERCHE DELLA DONNA ANCHE UN ROBOT

Tra le sei persone che viaggiavano sulla barca a vela speronata dal grosso yatch anche Fernando Manzo, 61enne marito della donna ancora dispersa in mare. Pare che ci fosse proprio lui alla guida dell’imbarcazione, prima del violentissimo scontro. Anna Maria Cartoni è un’insegnante di Roma, dedita all’assistenza dei bambini disabili.

Le ricerche sono gestite dall’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano (Grosseto), e coordinate dalla centrale operativa della Direzione marittima di Livorno. Oltre ai mezzi nautici della Guardia costiera, per le ricerche della donna verrà impiegato anche un robot subacqueo. Si tratta di un sistema automatizzato Rov, in grado di arrivare fino a 150 metri di profondità. Il corpo si Anna Maria Cartoni potrebbe anche trovarsi a notevole distanza dal punto di impatto tra le barche, viste le correnti che circolano in quella specifica zona di mare.

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