Home Politica Smart working: sindacati chiedono tutele per i lavoratori Regionali e di Enti Locali

Smart working: sindacati chiedono tutele per i lavoratori Regionali e di Enti Locali


Fabrizio Passarello

Richiesta formale da parte di alcune OO.SS. che chiedono all'assessorato siciliano la possibilità di regolamentare al meglio il lavoro agile per i lavoratori della Regione e degli Enti Locali dell'isola

Lettera congiunta da parte di alcune sigle sindacali, indirizzata all’assessore regionale alle Autonomie locali. La proposta avanzata da UILFPL, COBAS-CODIR, SADIRS e UGL porta come oggetto la richiesta di contrattazione integrativa per i lavoratori a qualsiasi titolo in servizio presso la Regione e gli Enti di cui all’art.1 della Legge 10/2000 in merito all’attività lavorativa svolta in smart working.

ACCORDI ATTRAVERSO UN CONTRATTO INTEGRATIVO, RIGUARDO ALLO SMART WORKING

Le organizzazioni sindacali sopracitate, attraverso la formale richiesta inviata alle amministrazioni di competenza, chiedono l’apertura di una contrattazione integrativa regionale che possa fornire le direttive adeguate al fine di rendere migliore la situazione di lavoro agile, che i lavoratori presso la Regione Sicilia e gli Enti Locali si sono ritrovati ad affrontare improvvisamente, causa emergenza coronavirus.

Come si evince dalla missiva inviata all’assessore regionale delle Autonomie locali “mentre, infatti, a livello nazionale, molte amministrazioni pubbliche già da tempo erano state coinvolte nella prima fase sperimentale del lavoro agile e si sta avviando un dibattito sul tema – in questa fase – nella Regione Siciliana si dovrebbe procedere celermente alla stipula di accordo integrativo ai vigenti C.C.R.L. del comparto e della dirigenza che coinvolga trasversalmente in un unico atto anche tutti i lavoratori a qualsiasi titolo in servizio presso gli uffici della Regione e degli enti sottoposti a controllo e vigilanza”.

LE RICHIESTE AVANZATE DALLE SIGLE SINDACALI

Nello specifico, i sindacati chiedono al governo regionale di dare una svolta organizzativa ad alcuni punti fondamentali. In sintesi si chiede, innanzitutto, la realizzazione di una piattaforma web contenente il materiale utile per tutti i lavoratori. In secondo luogo, l’invio di una direttiva all’ARAN in cui si chiede l’apertura di una contrattazione che regoli lo svolgimento dello smart working, con apposito stanziamento di risorse aggiuntive, soprattutto per l’acquisto di strumenti informatici utili per il lavoro da casa.

Inoltre, le sopracitate associazioni chiedono per i propri assistiti anche ulteriori tutele, come la regolamentazione del diritto alla disconnessione, che non incida negativamente sulla flessibilità dell’orario lavorativo, il riconoscimento di buoni pasto in caso di giornata lavorativa lunga nonché il riconoscimento del lavoro domenicale e notturno, se richiesto dall’amministrazione in cui si presta servizio. Non ultimi per importanza, infine, la richiesta di continua formazione attraverso corsi webinar e la regolamentazione del riconoscimento dell’infortunio sul lavoro e la regolamentazione assicurativa con l’INAIL, nonché identificazione delle responsabilità del datore di lavoro.

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