Home Cronaca Sperone, su 57 arrestati per droga 34 percettori di reddito di cittadinanza

Sperone, su 57 arrestati per droga 34 percettori di reddito di cittadinanza


Redazione

Il dato è emerso dai primi accertamenti dopo l’operazione "Nemesi", nell'ambito della quale i carabinieri hanno sgominato una delle piazze di spaccio più imponenti del Sud Italia.

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Alla notizia già eclatante dei 57 arresti per droga allo Sperone, se ne aggiunge un’altra destinata a far discutere. 34 degli arrestati nel quartiere palermitano sono, infatti, risultati essere percettori di reddito di cittadinanza. Il dato è emerso dai primi accertamenti dopo l’operazione “Nemesi”, nell’ambito della quale i carabinieri hanno individuato il gruppo criminale dedito allo spaccio, delineandone struttura, dinamiche e strategie.

L’Inps, dunque, avvierà ora le procedure per la revoca del beneficio. Stando all’ordinanza del gip Fabio Pilato, al vertice dell’organizzazione ci sarebbero Giovanni Nuccio e Maria Mangiapane, marito e moglie. Lui si sarebbe occupato di rinvenire la droga, distribuita poi a tre differenti organizzazioni criminali. Avrebbe anche reclutato gli spacciatori. Al suo fianco anche il fratello Fabrizio, col ruolo di promotore.

Arresti allo Sperone, il plauso di Orlando

L’operazione Nemesi ha permesso di sgominare una delle piazze di spaccio più imponenti del Sud Italia. “Esprimo un sentito apprezzamento ai Carabinieri di Palermo San Lorenzo e alla Direzione Distrettuale Antimafia per avere disarticolato un’organizzazione criminale dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti che agiva nel quartiere Sperone anche davanti alle scuole”. Così ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

“Quest’operazione rappresenta l’ennesima e forte risposta dello Stato al fenomeno dello spaccio di droga in alcune zone della città. È importante, oltre alla fondamentale azione repressiva, continuare a lavorare sull’aspetto culturale. Colpisce, infatti, il coinvolgimento di interi nuclei familiari pronti a utilizzare minorenni per le loro attività illecite. Sottrarre porzioni di territorio alla criminalità è il primo passo per offrire speranza e riscatto alle tante persone che vivono nei quartieri più difficili della città. Lo Stato c’è e lo ha dimostrato ancora una volta”.

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