Home Dall'Italia Turista tedesca morta perché “il 118 non parlava inglese”, Regione Lazio smentisce questa versione

Turista tedesca morta perché “il 118 non parlava inglese”, Regione Lazio smentisce questa versione


Redazione PL

La tragedia è avvenuta a Focene, in provincia di Roma, lo scorso 20 gennaio. Aperta un'inchiesta contro ignoti per istigazione al suicidio

turista tedesca

Si continua ad indagare sulla morte di Janna Gommelt, 25enne turista tedesca  morta a Focene,  in provincia di Roma, lo scorso gennaio. La ragazza aveva accusato un malore, e secondo quando denuncia il fidanzato sarebbe morta per il troppo  tempo trascorso, in quanto “il 118 non parlava inglese”. Tuttavia la Regione Lazio smentisce, affermando che la chiamata “è stata subito gestita correttamente in lingua inglese”, fornendo a supporto anche l’audio della chiamata.

La tragedia è accaduta il 20 gennaio, mentre la coppia viaggiava su un Ford Transit bianco adibito a camper, in viaggio verso Barcellona. Tutto andava bene fin quando, nel primo pomeriggio, Janna inizia a sentirsi male. Da qui la telefonata al 118 del fidanzato, Michael Douglas, raccontata al quotidiano “Repubblica”. “Subito vengo messo in attesa  per trovare un operatore in grado di parlare inglese”, afferma il ragazzo. La regione Lazio, però, informa che “il servizio del numero unico di emergenza dispone di traduzione in 16 lingue, fra cui naturalmente anche l’inglese.” Per di più, nella registrazione della chiamata, si evince che la conversazione avviene regolarmente nella lingua richiesta.

TURISTA TEDESCA MORTA A FOCENE: TRA LE INCONGRUENZE NELLE DUE VERSIONI NON SOLO LA LINGUA

La lingua della chiamata non è l’unico aspetto non conciliante tra la versione del fidanzato della turista tedesca e la Regione Lazio. Quest’ultima, infatti, afferma che la durata della prima telefonata sia stata di circa 2 minuti. Tempo nettamente inferiore rispetto a quello denunciato dal giovane, di 10 minuti e 24 secondi.

Il dato di fatto, tuttavia, è che i soccorsi tardano ad arrivare, nonostante Michael tenesse il gps acceso per essere facilmente trovato dall’ambulanza. Così, poco dopo, il giovane prova a richiamare il 118 e, non ottenendo nuovamente riscontro, inizia a guidare suonando il clackson alla ricerca di aiuto. Trovata finalmente un’ambulanza,  Janna arriva all’ospedale Grassi di Ostia quando però, ormai, è troppo tardi.

 “Non mi hanno mai fatto parlare con un medico o un infermiere per sapere cosa fosse successo. Poi, alle 10,30 di sera, è arrivato il furgone che l’ha portata in obitorio”, racconta il fidanzato ai Carabinieri. La ragazza è deceduta, si presume, a causa di un arresto cardiaco. Aperta un’inchiesta contro ignoti per istigazione al suicidio.

 

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