Un anziano tenta di adescare un ragazzino che lo filma e lo fa arrestare

L’anziano è in carcere, con un’accusa pesante: tentata violenza sessuale aggravata dalla giovane età del ragazzino

messaggi

In un rione popolare di Bari è stata evitata per un soffio l’ennesima storia di violenza su minori. Un anziano si è avvicinato ad un ragazzino che stava giocando con alcuni amichetti. L’uomo, a quanto pare, da tempo li osservava da lontano, e poi, con una scusa, ha tentato un approccio; l’adolescente si è si divincolato dallo sconosciuto e si allontanato quanto è bastato per recuperare il suo telefono cellulare e riprendere i momenti salienti del tentativo d’approccio. Per tutta risposta il presunto pedofilo è scappato a gambe levate, ma sullo smartphone sono rimaste le immagini.

IL RACCONTO AI GENITORI

Il ragazzo è subito tornato a casa e ha raccontato tutto ai genitori che non ci hanno pensato un attimo e si sono recati al vicino commissariato. È stata la sezione violenze su minori della squadra mobile a occuparsi del caso. L’episodio è accaduto alla fine di agosto, e, dopo quattro mesi, è stato dato un nome a quella figura. Le immagini, del resto, parlavano chiaro. Il ragazzino , grazie anche all’aiuto di uno psicologo, è stato ascoltato in audizione protetta e ha ricostruito per filo e per segno quella brutta storia. Sono stati ascoltati anche altri testimoni, che hanno confermano quanto raccontato.

IDENTIFICATO E FERMATO UN ANZIANO

Una volta identificato il 76enne, barese, è stato portato in questura e interrogato. Manco a dirlo, ha negato tutto. Ma per il pm gli elementi raccolti sono bastati per richiederne il fermo, e il gip non ha potuto fare altro che firmare l’ordinanza di custodia cautelare. In attesa dell’interrogatorio di garanzia e dell’eventuale riesame, l’uomo è rimasto in carcere, con un’accusa pesante: tentata violenza sessuale aggravata dalla giovane età della vittima. Comunque per la Procura la colpevolezza del 76enne non è stata ancora provata: «Siamo in una fase preliminare delle indagini – dicono -. Tanto è vero che che per l’indagato si parla ancora di presunto pedofilo».