Tragedia Ustica: lo Stato si oppone a pignoramenti e non paga i familiari

Una situazione che getta nell’ira e nell’incredulità le famiglie coinvolte nella strage aerea di Ustica

Novità poco edificanti per le famiglie coinvolte nella tragedia di Ustica nella quale persero la vita tutti i passeggeri (81 totali) a bordo dell’aereo che si schiantò nel braccio di mare compreso tra le isole italiane di Ponza e, appunto, ad Ustica nel giugno del 1980. Lo Stato si è opposto all’esecuzione del pignoramento di 2 milioni e duecentomila euro che la sentenza della corte di appello di Palermo aveva sentenziato come risarcimento accettabile per cinque familiari di altrettante vittime coinvolte nella strage aerea. È destinata a prolungarsi, quindi, la battaglia civile delle famiglie coinvolte in uno degli incidenti più gravi della storia italiana.

UN FINALE NEBULOSO ANCORA DA SCRIVERE

Le nuove notizie sono state commentate da Vanessa Fallica, uno dei legali delle famiglie coinvolte nella tragedia di Ustica: “È l’ennesima dimostrazione di come lo Stato, che da un lato riconosce il risarcimento del danno, dall’altro agisce affinché ciò non avvenga”. In effetti, la corte d’appello del 2017 aveva riconosciuto ai familiari delle vittime il risarcimento dei ministeri della Difesa e dei Trasporti che si erano macchiati di omessa vigilanza, ovvero il motivo della strage. In molte versioni, infatti, si era appurato che il velivolo era stato abbattuto da un missile oppure era rimasto coinvolto in un’azione militare. Ma lo Stato si è opposto con forza al pagamento della somma decisa dalla corte d’appello e per questo motivo le avevano chiesto il pignoramento delle somme dei ministeri in possesso delle Poste italiane e alla società Difesa servizi. La partita è ancora aperta ed attende un lieto fine.

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