Home Eventi, tv e spettacolo “Dall’utile al bello”, al via a Cefalù l’esposizione di maschere prodotte da Mauro Li Vigni

“Dall’utile al bello”, al via a Cefalù l’esposizione di maschere prodotte da Mauro Li Vigni


Michele Cusumano

Oggetti e attrezzi non più utili trasformati in opere d'arte realizzate dal palermitano Mauro Li Vigni. "È anche un modo di fare socialità e conoscere nuove persone, a prescindere dal livello culturale", afferma l'artista. I dettagli della mostra al via a Cefalù

li vigni

Da oggetti di uso comune, ormai destinati alla discarica, a vere e proprie opere d’arte per collezionisti. A realizzare questa “magia” è Mauro Li Vigni, scrittore e artista palermitano, che a partire dal primo luglio delizierà il pubblico di Cefalù con l’esposizione delle sue creazioni. Si tratta in particolare di maschere, realizzate a partire da vecchie riviste, legno riciclato, parti di motori, pezzi di vecchie cucine a gas, utensili ormai superati e abbandonati, maniglie, viti, rondelle, scarti della lavorazione del legno, freni a disco, e altro ancora. Da tutto questo insieme di materiali Mauro Li Vigni ha generato un universo di “mostri buoni”, visi policromi e totem dalle espressioni buffe, riuscendo a produrre bellezza partendo da ciò che aveva solo una funzione meccanica.

MAURO LI VIGNI, DALLA NARRATIVA ALLA SCULTURA PASSANDO DALL’ARTE FIGURATIVA

“Innanzitutto io vengo dalla narrativa, la mia vera espressione artistica è la scrittura – racconta a Palermo Live l’artista Mauro Li Vigni -.  Tuttavia a casa mia si è sempre respirata l’aria dell’arte figurativa, dal momento che sono figlio di un pittore che ha fatto la storia dell’arte palermitana negli anni ’60.  Dunque mi sono avvicinato anch’io a questa passione, inizialmente facendo degli acrilici su tela, poi stampati su plexiglass, che verranno esposti nella mostra. Si tratta di maschere che prendono ispirazione dall’arte aborigena-australiana, con la presenza dei puntini ricorrenti nelle mie creazioni. Poi, dopo l’acrilico, mi sono avvicinato anche ai collage, arte che mi ha permesso di fare cose nuove e differenti.

Infine, da questi quadri tradizionali – prosegue Li Vigni – sono approdato a quello che è il nocciolo fondamentale di questa mostra. Sono maschere, che ricordano un po’ quelle tribali, ma fatte su una base lignea, utilizzando parti meccaniche o vecchi attrezzi, o ancora parti di elettrodomestici ormai non più utilizzabili. Il tutto ricomposto in forme completamente nuove. Alcune di queste opere possono venire appese, altre invece, molto più grandi, sono tenute da un piedistallo. Il senso è quello di dare nuova vita a oggetti che non possono più avere la loro funzione originale, perché rotti, dismessi, o superati da nuove tecnologie. 

LI VIGNI: “L’ARTE COME MODO DI FARE SOCIALITÀ E CONOSCERE PERSONE NUOVE”

“Capita spesso che le persone, incuriosite dal mio lavoro, si innamorino delle mie creazioni e poi mi portino a casa i loro oggetti non più utilizzati, affinché io li possa riutilizzare – afferma Li Vigni -.  Quando invece scarseggia l’approvvigionamento di materie prime vado ad acquistare i pezzi dai rigattieri che spesso accumulano materiali usati o da buttare. Altre volte, invece, il legno da cui parto è da riciclo, come quello di vecchie pedane non utilizzate o parti di mobili vecchi. Succede anche di recarmi nelle discariche, o nelle isole ecologiche, dove già mi conoscono e mi mettono da parte oggetti che mi possono tornare utili. È anche un modo di fare socialità, conoscere nuove persone, a prescindere dal livello culturale e di preparazione artistica sono tutti interessati e coinvolti.”

LE OPERE DEVE ANDARE D’ACCORDO CON L’ARREDAMENTO? “NO, STANNO BENE OVUNQUE”

Come sempre accade in queste mostre alcuni pezzi possono essere anche acquistati – specifica l’artista -. Non tutti, però, trovano il modo di inserire le maschere all’interno del proprio contesto di casa. Molti hanno infatti questo concetto che la maschera debba andare d’accordo con l’arredamento, invece l’opera d’arte in genere sta bene dovunque, in commistione con stili moderni o antichi. Casa mia è stracolma, ho prodotto oltre 60 pezzi e non riuscirò ad esporli tutte per questione di spazio. In particolare in questa mostra ci saranno molti saranno turisti – conclude Li Vigni – pertanto magari non organizzati per portarsi una maschera di venti chili a casa. Ci sarà  dunque anche un angolo previsto in cui sarà possibile acquistare le stampe dei miei lavori, soprattutto degli acrilici e dei collage.”

La mostra “Dall’utile al bello” di Mauro Li Vigni si terrà allo spazio eventi del “Bastione Innovazione Cibo Cultura” di Cefalù,  dall’1 al 16 luglio.

 

 

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