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VIDEO| Palermo, presentato piano forestale salvaguardia Monte Pellegrino


Redazione

Orlando: "Si tratta di un processo di rigenerazione importante che riguarda uno dei beni più simbolici della città di Palermo"

Un piano forestale per la salvaguardia di Monte Pellegrino dopo gli incendi che hanno colpito l’area boschiva. E’ questo il primo punto di una conferenza stampa che si è svolta oggi pomeriggio a Villa Niscemi, presenti, tra gli altri il sindaco Leoluca Orlando, l’assessore al Verde, Sergio Marino, i professori universitari Stefano Colazza e Salvatore Donato La Mela Veca, oltre a Giovanni Provenzano dei Rangers Ente Gestore della Riserva, Paola Di Trapani, Capoarea del Settore Verde Vivibilità e Francesco Lagna in rappresentanza della Citta Metropolitana di Palermo.

RIFORESTAZIONE ZONE DEVASTATE DALLE FIAMME

Nel corso dell’incontro con i giornalisti sono state spiegate le linee guida dello strumento di programmazione per la gestione dei boschi della zona A della riserva. Oltre al piano complessivo di gestione, nel corso della conferenza stampa sono stati presentati due progetti specifici: il primo riguarda la riforestazione delle zone devastate dalle fiamme che è stato finanziato con i fondi del Pon React, il secondo realizzato dalla Città metropolitana di concerto con il Comune di Palermo e con i Rangers d’Italia, Ente Gestore della Riserva, che prevede degli interventi all’interno del Parco della Favorita e a Monte Pellegrino, secondo quanto previsto dal cosiddetto Decreto clima.

MONTE PELLEGRINO PATRIMONIO DELLA CITTA’

“Si tratta di un processo di rigenerazione importante – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – che riguarda uno dei beni più simbolici della città di Palermo. Monte Pellegrino è un’area preziosa, ricca di biodiversità, punto di riferimento per la fede e la devozione dei palermitani. Ed è, dunque, patrimonio della città. Palermo con questo nuovo piano di gestione forestale conferma di avere cura, alternativa al disinteresse, delle proprie bellezze. Pochi giorni fa abbiamo presentato la manifestazione La Domenica Favorita, oggi avviamo un nuovo inizio per Monte Pellegrino. L’intervento cerca di rendere disponibile questa ricchezza rendendola fruibile a tutti. Così la città si riappropria dei propri spazi”.

LAVORI APPALTATI ENTRO 2023

“Il progetto presentato oggi – ha detto l’assessore Sergio Marino – è da considerarsi un vero e proprio punto di partenza. Uno strumento di gestione della zona A di riserva oggetto dell’incendio, che è sostanzialmente lo strumento di conservazione nel pieno rispetto di quelli che sono stati i principi istitutivi della riserva naturale di Monte Pellegrino. Adesso con uno strumento regolatore e con le risorse economiche entro quest’anno saranno appaltati i lavori ed entro il 2023 rivedremo quella parte di Monte Pellegrino finalmente restituita alla sua naturalità”.

In particolare, i progetti, sviluppati in collaborazione con l’Università di Palermo, mirano nel loro complesso a favorire la rinaturalizzazione dell’area con interventi che finalizzati allo sviluppo della flora autoctona tipica della macchia e dei boschi mediterranei segno di attenzione alla conservazione del patrimonio naturalistico della riserva. Per quanto riguarda il piano dei lavori di “riforestazione della riserva naturale orientale Monte Pellegrino” l’importo complessivo dei lavori, che dureranno circa dodici mesi, è di poco superiore ai cinque milioni di euro.

LE MODALITA’ D’INTERVENTO

Gli interventi consistono nel recupero dei soprassuoli devastati dagli incendi, con l’obiettivo di “favorire la rinaturalizzazione delle aree boschive artificiali di conifere ed eucalipto verso formazioni caratterizzate da specie autoctone della macchia-foresta mediterranea e “nell’eliminazione di piante sopra numerarie in modo da portare il bosco ad una densità normale, al fine di equilibrare lo spazio di crescita e migliorare le condizioni di sviluppo dei soggetti ritenuti più adatti per caratteristiche di vitalità e qualità del fusto”.

IL CRONOPROGRAMMA

Il cronoprogramma del progetto poi prevede interventi di ricostituzione boschiva con “operazioni selvicolturali”: diradamento selettivo e spalcature, ricostituzione boschiva latifoglie, ricostituzione boschiva di conifere, interventi di potatura straordinaria, cippatura e piantagione e,non meno importante ,la manutenzione straordinaria della rete sentieristica con tabellazione . La piantumazione complessiva di 130.000 tra alberi e arbusti e la più evidente rappresentazione della valenza ambientale del percorso avviato nella lotta ai cambiamenti climatici ed al benessere e salute dei cittadini.

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