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Vinitaly, gli italiani riscoprono i vitigni autoctoni, dal Lugana al Grillo


Alessia Maranzano

vini autoctoni

Nell’anno della pandemia, dieci vitigni autoctoni italiani hanno registrato un incremento di vendite, secondo il dato emerso all’inaugurazione di Vinitaly Special Edition di Veronafiere. Tra questi, il Grillo di Sicilia segna un +20%.

LA RISCOPERTA DEI VITIGNI AUTOCTONI

Gli italiani riscoprono i vini autoctoni secondo quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Infoscan Census, relativi ai primi nove mesi dell’anno. Infatti, dieci vitigni autoctoni italiani occupano i primi dieci posti delle bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore. 

Al primo posto, il Lugana veneto e lombardo, che ha aumentato le vendite del 49%, davanti al Brunello di Montalcino toscano (+47%) e al Barolo piemontese (+43%). Presente anche la Sicilia, al decimo posto, con il Grillo, il vitigno a bacca bianca, che segna invece nel 2021 un incremento del 20%.

LA PRIMA MOSTRA DI GRAPPOLI D’ITALIA

Al Vinitaly Special Edition, organizzata la prima mostra dei grappoli d’Italia, provenienti dalle diverse regioni, esposti nell’esclusivo salone dove scoprire la grande biodiversità e la qualità delle produzioni nazionali.

Si tratta di un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani che scelgono il Made in Italy e acquistano le produzioni che hanno uno stretto legame con il territorio. Nessun vitigno internazionale è infatti presente nella top ten, ma solo vitigni autoctoni italiani, dai più conosciuti a quelli che negli ultimi anni hanno saputo conquistarsi un fiorente mercato. 

GLI ITALIANI BEVONO PATRIOTTICO

Nel tempo della globalizzazione gli italiani – precisa la Coldiretti – bevono “patriottico” come dimostra il fatto che al quarto posto c’è il Sagrantino di Montefalco dell’Umbria (+42%), al quinto il Valpolicella veneto (+31%), al sesto il Nebbiolo piemontese (+31%). Chiudono la top ten il Valpolicella Ripasso del Veneto (+31%), la Ribolla del Friuli Venezia Giulia (+30%), la Passerina marchigiana (+20%) e il Grillo di Sicilia (+20%).

Complessivamente i primi nove mesi del 2021 fanno segnare un incremento del 9,7% in valore delle vendite di vino nella Grande distribuzione, secondo l’analisi Coldiretti su dati Iri Infoscan Census. Gli spumanti registrano un balzo nelle vendite del 27,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Si tratta della conferma – sottolinea la Coldiretti – della alta qualità offerta lungo tutta la Penisola grazie alla biodiversità e alla tradizione millenaria della viticoltura tricolore.

“Il futuro dell’agricoltura italiana ed europea dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato la massima esaltazione”, ha affermato Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, nel sottolineare che la “biodiversita” è un patrimonio del Made in Italy che va valorizzato e difeso anche a livello internazionale”.

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