Zona arancione? Al porto c’è un bar che serve al tavolo colazioni e pranzi

Per il “Sampolo terminal cafè” si tratterebbe di una errata interpretazione delle norme previste per la zona arancione

Palermo è in zona arancione, come tutta la Sicilia e buona parte d’Italia. Questo significa che, secondo le regole, non si può consumare la colazione, l’aperitivo o il pranzo seduti al tavolo. Quindi è permesso solo ritirare caffè, cornetto e stuzzichini o cibi cotti solo in modalità da asporto, dalle 5 alle 18. Stop anche ai pranzi ai ristoranti, che potranno operare anche loro in modalità asporto, dalle 5 alle 22, con le consegne a domicilio nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Questo vale per tutti, tranne un bar al porto. Che serve al tavolo colazioni, aperitivi e pranzi. E li sponsorizza anche sui social.

UN BAR SUL MOLO SAMMUZZO, DOVE PARTONO GLI ALISCAFI

Da fine febbraio sul molo Sammuzzo, dove partono gli aliscafi, è stato aperto il “Sampolo terminal cafè”. Dagli stessi titolari del bar Sampolo, che hanno vinto l’appalto sui servizi. È stato ampiamente sponsorizzato sui social: sul profilo Facebook del bar si legge infatti: “L’alba di un nuovo giorno … “Sampolo terminal cafe”! Vi ricordiamo che è possibile arrivare o a piedi o in bicicletta, entrando dall’ingresso principale del porto di Palermo. Siamo sul “Molo Sammuzzo” . Vi attendiamo ogni giorno per la colazione, il pranzo o per un’ottimo aperitivo vista mare. Info al 091……”

LE REGOLE DELLA ZONA ARANCIONE

Il fatto è che in una delle ultime ordinanze è previsto che nelle aree portuali e negli interporti vengono estese le disposizioni adottate per gli scali aeroportuali e per gli autogrill. Cioè, anche se in zona arancione, nei bar compresi in queste aree ci si può sedere e consumare. Ma soltanto se si è dipendenti dell’ente o passeggeri. Limitazione che, a quanto pare, non è valsa per il “Sampolo terminal cafè”. Ovviamente ciò ha suscitato vibrate rimostranze di altri ristoratori palermitani. In proposito è intervenuto, come riportato dal Giornale di Sicilia, Antonio Cottone, Presidente di Fipe Confcommercio Palermo, che ha detto: «C’è stata una errata interpretazione delle norme. Da oggi i titolari rispetterenno le regole».