Home Salute e benessere Ancora pochi insegnanti vaccinati: presidi chiedono obbligo

Ancora pochi insegnanti vaccinati: presidi chiedono obbligo


Redazione

In cima alla classifica vi è Sicilia, con una percentuale di docenti non immunizzati del 43,58%

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A settembre partirà il nuovo anno scolastico, ma i dati sugli insegnanti che si sono sottoposti al vaccino paiono ancora far intravedere la possibilità della didattica a distanza. Sono 215mila, infatti, i docenti che non si sono ancora vaccinati.

A tal proposito, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, stanno cercando di intervenire affinché si possa arrivare almeno a 180-190mila vaccinati. Sarebbe così raggiunta la copertura di più dell’80% degli operatori scolastici.

“Sulla scuola la scommessa è vaccinare più possibile specie nell’ottica delle varianti che non possiamo escludere a priori possano diventare una minaccia molto seria”. Ha dichiarato così il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, aggiungendo poi: “L’auspicio è che per settembre-ottobre si possa raggiungere una copertura vaccinale che funzioni come scudo”.

I dati

L’ultimo report del governo registra 1.063.903 vaccinati, tra professori e personale scolastico. 216.221 non hanno invece ricevuto ancora neppure prima dose. Tale categoria due settimane contava 235.899 membri; sette giorni fa erano invece 227.537. In quindici giorni, insomma, sono stati raggiunti meno di 20mila professori.

Dando un’occhiata alle singole regioni, invece, salta all’occhio che cinque, oltre alla provincia di Bolzano, hanno una percentuale di docenti non immunizzati superiore al 25%. Uno su quattro, insomma.

In cima alla classifica vi è Sicilia, con una percentuale del 43,58%. Seguono Alto Adige (38,53%), Sardegna (33,30%), Calabria (32,85%), Liguria (26,93%) e Umbria (25,27%).

Bassi anche i numeri relativi alla fascia 12-19 anni. Su 4,6 milioni, 179mila hanno completato il ciclo vaccinale (il 3,87%) e 994mila hanno fatto la prima dose (il 21,48%) ma 3,8 milioni di ragazzi sono completamente scoperti.

Il sit-in di DirigentiScuola

Intanto, il sindacato dei presidi DirigentiScuola ha indetto per la giornata di oggi, 8 luglio, un sit-in al ministero dell’Istruzione per dire no alle classi pollaio e alla Dad.

“Proporrei l’obbligatorietà per quegli insegnanti che non si sono ancora immunizzati, come per i medici. Se una persona costituisce un pericolo sociale deve essere allontanata. Stesso discorso vale per gli studenti: i vaccini salvano le vite, di tutti. Quindi bene all’immunizzazione per la fascia che va dai 12 ai 16 anni”. Così si è espresso Attilio Fratta, presidente del sindacato.

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha definito “non plausibile”  l’istituzione dell’obbligo. “Non c’è l’obbligo di sottoporsi alla somministrazione. Ricordo però che la Costituzione riconosce i diritti individuali ma anche la necessità e il dovere della solidarietà. Siamo in grado di vaccinare tutto il Paese entro settembre, chi non lo vuole fare deve esprimerlo di fronte al Paese, ma si deve porre anche il problema della comunità, perché il Paese non riparte se non c’è il senso di responsabilità collettiva che è il cuore stesso della scuola”.

“In Italia per quello che mi riguarda, non esiste alcun obbligo vaccinale, compresi gli studenti – ha commentato il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso –. Per i minori di 12 anni non esiste alcun vaccino che sia certo. Comunque auspichiamo che i lavoratori della scuola, quel 15% che ancora non l’ha fatto, si possa vaccinare per evitare proprio le chiusure”.

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