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Centenario della nascita di Turi Ferro, protagonista del teatro siciliano


Marianna La Barbera

Catania celebrerà l'attore scomparso venti anni fa con una mostra a Castello Ursino

Il pubblico lo associa ancora oggi a Leonardo Sciascia, Giovanni Verga, Vitaliano Brancati e, soprattutto, a Luigi Pirandello, l’autore che prediligeva: Turi Ferro ha portato in scena i più autorevoli scrittori siciliani.

Siciliani sì, ma dal tratto universale.

Nato a Catania il 21 gennaio del 1921 – alcuni sostengono che fosse in realtà venuto al mondo negli ultimi giorni del dicembre del 2020 e che avesse “guadagnato” un anno per via del ritardo nella denuncia – l’interprete di grandi classici quali il “Bell’Antonio” e “Liolà” diede continuità alla tradizione attoriale isolana rappresentata da predecessori quali Giovanni Grasso e Salvo Randone.

Del grande artista, deceduto a causa di una crisi cardio -polmonare nel maggio del 2001, ricorre il centenario della nascita. Un’occasione imperdibile per rendere omaggio all’attore che, forse più di ogni altro, ha declinato la sicilianità nel senso letterario e cinematografico del termine, al netto di luoghi comuni e provincialismi.

Catania non ha mai dimenticato uno dei propri figli più illustri e talentuosi.

Lo testimoniano le numerose manifestazioni programmate nel corso del 2021.

Un fitto calendario di eventi ancora in fase di aggiornamento e perfezionamento che coinvolge il Comune, l’Università e il Teatro Stabile di Catania, congiuntamente alla Regione Siciliana.

UNA MOSTRA A CASTELLO URSINO

Il centenario, come precisa l’amministrazione comunale, sarà onorato in primis attraverso una mostra che ripercorrerà la carriera senza eguali dell’attore. Titolo dell’esposizione – che dovrebbe tenersi in primavera, ma tutto è legato alle restrizioni da Covid 19 – “Turi Ferro – il magistero dell’arte“.

L’iniziativa nasce dalla proposta dell’associazione culturale “ABC” in collaborazione con la Fondazione Turi Ferro.

Nello specifico, Comune di Catania e Regione Siciliana lavoreranno insieme per costruire l’ evento. L’obiettivo è tramandare alle nuove generazioni la memoria dell’attore catanese, da molti considerato un precursore in ambito drammaturgico.

Il luogo scelto è il Castello Ursino, dove la mostra sarà allestita: previste una parte interattiva e una sezione espositiva. Ci sarà anche un archivio video di tutte le opere e gli spettacoli di Turi Ferro, gigante della prosa, del grande e del piccolo schermo.

L’evento è già stato condiviso dal sindaco Salvo Pogliese e dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, congiuntamente a Barbara Mirabella e Manlio Messina, rispettivamente assessore comunale e regionale con delega ai grandi eventi.

Copioni, locandine, autografi, missive, premi, costumi e scenografie originali saranno fruibili al pubblico. Il tutto, sarà esposto lungo un percorso che accompagnerà il visitatore alla scoperta di Turi Ferro, dagli esordi ai trionfi di fine carriera a Parigi.

Sarà inoltre possibile accedere ai documenti e alle foto messi a disposizione dai maggiori teatri italiani, a partire dal Teatro Stabile di Catania; anche la famiglia dell’artista ha fornito del materiale dal proprio archivio.

LE ISTITUZIONI COMUNALI RICORDANO L’ATTORE

Come precisa l’amministrazione comunale, la mostra non sarà l’unica iniziativa in ricordo dell’attore. Il Comune di Catania, infatti, ha già pubblicato sul sito istituzionale (https://www.comune.catania.it/) un avviso ufficiale per raccogliere manifestazioni di interesse.

L’invito è rivolto a coloro che vogliano mettere in campo azioni volte alla valorizzazione della figura, umana e artistica, di Turi Ferro.

Le proposte accolte saranno inserite nel cartellone ufficiale di eventi a cura del Comune, con un’immagine coordinata e la relativa diffusione sui canali web e social istituzionali.

“Le celebrazioni per Turi Ferro – spiega Salvo Pogliese – metteranno insieme iniziative diverse rivolte alle scuole, all’Università, agli artisti e soprattutto al pubblico catanese, che ancora lo ricorda con grande affetto”.

“Ringrazio di cuore la famiglia Ferro, in testa i figli Guglielmo, Francesca ed Enza – prosegue il primo cittadino – perché mantengono viva la memoria di un artista dal poliedrico talento, capace di interpretare la sicilianità in maniera unica”.

Un altro ringraziamento da parte del sindaco è rivolto al presidente Nello Musumeci e all’assessore Manlio Messina – entrambi catanesi – per avere inserito la mostra dedicata all’attore tra i grandi eventi della Regione Siciliana.

Senza dimenticare l’assessore Barbara Mirabella per il lavoro svolto con gli operatori culturali cittadini e i funzionari comunali della cultura.

“Purtroppo a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria – spiega quest’ultima – abbiamo dovuto annullare tutti gli eventi programmati in presenza nei mesi scorsi, ma siamo certi di realizzare comunque un palinsesto di alto profilo che veda protagoniste le varie componenti in armonia, per esaltare un simbolo dell’arte e della cultura teatrale e cinematografica, sia in ambito siciliano che nazionale, con i suggerimenti di tutti e in particolare della famiglia e della Fondazione Turi Ferro”.

Tante energie, dunque, per esaltare al meglio uno dei catanesi più amati e noti di tutti i tempi, un protagonista del novecento insieme alla consorte Ida Carrara, anche lei attrice di pregio.

L’ ASSESSORATO REGIONALE AL TURISMO, ALLO SPORT E ALLO SPETTACOLO

“Ricordare Turi Ferro con un grande evento che richiamerà il grande pubblico – dice l’assessore Manlio Messina-  è un  atto doveroso che rende onore e merito a un artista che ha segnato per cinquant’ anni il mondo dell’arte e della cultura siciliana e nazionale”.

“Motivo di ulteriore orgoglio – aggiunge l’esponente del governo Musumeci – è che Turi Ferro e la sua famiglia siano catanesi doc come me, perché mi fa sentire ancora più forti le vibrazioni di un uomo dalle speciali qualità”.

UNA VITA INTERA TRASCORSA SUL PALCOSCENICO

Turi Ferro debuttò bambino nella “Brigata d’arte a Catania” dove il padre Guglielmo recitava da dilettante. Conseguì il diploma di maestro elementare, ma non insegnò mai: la sua vita era il palcoscenico. Iniziò a prendere parte ai primi spettacoli tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta. Memorabile il ruolo del mago Crotone da lui interpretato nell’edizione dei “Giganti della montagna” di Luigi Pirandello, portata in scena da Giorgio Strehler.

Con la moglie fondò l’Ente teatrale Sicilia nel 1957 : un polo culturale che riunì nomi quali Umberto Spadaro, Rosina Anselmi e Michele Abbruzzo.

Turi Ferro con la moglie Ida Carrara e i figli

Con loro, formidabili compagni di lavoro, la Compagnia Stabile del Teatro di Catania approdò alla ribalta nazionale. Anche all’estero, gli spettacoli registrarono grandi consensi. Nello stesso anno, vestì i panni del don Giovanni verace e privo di morale, oggetto del desidero di tante donne.

Luigi Pirandello era diventato, ormai, il suo alter ego letterario.

Ciò non gli impedì tuttavia di cimentarsi, con successo, nelle versioni teatrali di altri grandi autori siciliani.

Tra tutte, “Mastro don Gesualdo” di Giovanni Verga, “Bell’Antonio” di Vitaliano Brancati e “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia.

Attore versatile, fu capace di inventare stili e personaggi ma non cadde mai nel tranello degli stereotipi legati alla territorialità. Interpretò con fervore anche personaggi comici, come ne “L’aria del continente” di Nino Martoglio e si concesse incursioni nel repertorio classico. In tal senso, particolarmente significativa fu l’esperienza compiuta in “Troilo e Clessidra” di William Shakespeare, sotto la direzione di Gabriele Lavia.

Tra le interpretazioni di rilievo, anche “Il sindaco del rione Sanità” di Eduardo De Filippo nel 1987: cambia lo scenario, da Napoli ostaggio della camorra a Catania dominata dalla mafia.

Nel suo sterminato curriculum artistico anche il privilegio, riservato a pochissimi attori, di essere diretto, a teatro, dal regista cinematografico Roberto Rossellini, ne “I Carabinieri”.

LE ESPERIENZE CINEMATOGRAFICHE E TELEVISIVE

La settima arte non seppe valorizzare al meglio l’immenso talento di Turi Ferro; in ambito televisivo, invece, la sua carriera ebbe buoni riconoscimenti.

Tra le pellicole migliori, “Un uomo da bruciare” (1962), diretto da Paolo e Vittorio Taviani insieme a Valentino Orsini, “Io la conoscevo bene” (1965) di Antonio Pietrangeli, “Rita la zanzara” (1966) di Lina Wertmüller, “Un caso di coscienza” di Giovanni Grimaldi (1970).

E ancora, nel 1972, “Imputazione di omicidio per uno studente” e “La violenza: quinto potere”, rispettivamente di Mauro Bolognini e Florestano Vancini.

Nello stesso anno, con Lina Wertmüller, “Mimì metallurgico ferito nell’onore”.

Tra gli altri titoli, “Malizia” di Salvatore Samperi (1973) e “Il turno” di Tonino Cervi (1981).

Infine, ancora con Paolo e Vittorio Taviani in “Tu ridi” (1998).

La televisione gli offrì notevoli ruoli, soprattutto sul versante degli sceneggiati tratti dalla letteratura targati Rai. Fu padron ‘Ntoni nei “Malavoglia” e mastro don Gesualdo nell’omonimo romanzo di Giovanni Verga. Figurò tra i protagonisti de “Il segreto di Luca” (1969) tratto da Ignazio Silone.

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