Home Politica Commemorazione strage Capaci, Cuffaro contro Pif: “Memoria inquinata da uno squallido spettacolo politico”

Commemorazione strage Capaci, Cuffaro contro Pif: “Memoria inquinata da uno squallido spettacolo politico”


Redazione PL

"Solo un cretino può pensare che non ci sia niente di male a farsi appoggiare da Cuffaro", ha detto il comico Pif sul palco del Foro Italico. "Stia tranquillo, io querelo le persone, non i Pif", la risposta di Totò Cuffaro

cuffaro pif

“Io e tanti palermitani e siciliani onesti abbiamo un sogno che comincia a realizzarsi, rifare la Democrazia Cristiana. Scegliere di inquinare un solenne giorno di memoria con uno squallido spettacolo politico da campagna elettorale per tentare di ‘mascariarla’ è stato a mio modesto parere disgustoso”. Così il leader della nuova DC, Totò Cuffaro. “È accaduto pure questo il 23 maggio 2022 – ha proseguito – con la volontà di certa parte della sinistra politica e la complicità di una parte di quella artistica e giornalistica”.

CUFFARO: “PIF STIA TRANQUILLO: IO QUERELO LE PERSONE, NON I ‘PIF'”

Totò Cuffaro è intervenuto anche a proposito dell’intervento del comico palermitano Pif. “Avvertenze ai candidati: io mi posso candidare alle elezioni, tutti si possono candidare, Totò Cuffaro noaveva dichiarato l’attore e regista sul palco del Foro Italico. Perché anche se è uscito dal carcere lo Stato italiano ha detto: tu sei così pericoloso che non ti puoi candidare più. Solo un cretino può pensare che non ci sia niente di male a farsi appoggiare da Cuffaro. Siccome io sono convinto che non sono cretini, ma sono intelligenti, io vorrei chiedere: come vi viene in mente? Se non si vergogna a venire qui domani insieme al suo alleato Totò Cuffaro – aveva proseguito Pif rivolgendosi al candidato sindaco Roberto Lagalla –  riceverà un enorme, sentito: vaffanculo. Non lo dico io, ma credo ci sia questo rischio. Invece di venire qua, vada a Gibilmanna con il suo amichetto Totò Cuffaro, portate i cannoli e vi divertite”.

“Vorrei dire a Pif che può tenere il suo animo disteso perché normalmente io querelo le persone non ‘i pif’ – la risposta di Totò Cuffaro -.  Considerata, quindi, la mia volontà di non querelarlo può anche sollevare l’avvocato che ha nominato dal palco, perché non avrà certo bisogno di essere difeso dall’Avv. Leoluca Orlando Cascio. Questo mi è molto di conforto perché non dovendo difendere ‘i pif’ non querelati da me potrà occuparsi – tra una indignazione e l’altra nei miei confronti – di dare degna sepoltura alle oltre 1200 bare accatastate al cimitero dei Rotoli da oltre un anno. Questa però è la mia speranza ma non credo che lo farà. E comunque io ‘i pif’ non li querelo”.

IL LEADER DELLA NUOVA DC: “LIRIO ABBATE? LO STESSO CHE ERA IN RAPPORTI CON MONTANTE”

“Su Lirio Abbate – continua Cuffaro – oggi direttore del giornale L’Espresso, mi limito a riportare pedissequamente ciò che è stato messo agli atti dagli inquirenti circa i suoi rapporti con Montante: ‘Dal contenuto della cartella di Montante denominata TUTTI emerge la sussistenza di ottimi rapporti tra lo stesso imprenditore e il giornalista Lirio Abbate risalenti già al 2008’. Colazioni, pranzi, cene, ferragosto in barca, tutti meticolosamente appuntati da Montante fino al 2013, che testimoniano quella ‘sussistenza di ottimi rapporti’ tra i due. Magari se qualcuno avrà voglia di fare una ricerca scoprirà che sullo stesso palco della memoria del 23 maggio di un po’ di anni fa troverà insieme a spargere gocce di morale contro di me alcuni paladini dell’antimafia, al tempo molto in auge, politici e non che da un po’ chi fa antimafia vera ha scaricato. Ma Lirio Abate che li ha conosciuti bene e li ha frequentati, per motivi professionale naturalmente, ha preferito dimenticarli. Convenienza o oro hanno diritto all’oblio. 

Ieri come la maggior parte dei palermitani mi sono raccolto in preghiera per commemorare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo ed i ragazzi della scorta conclude Cuffaro -. Eroi che hanno immolato la loro vita per difendere le Istituzioni, le libertà e combattere contro ogni forma di mafia. Ah dimenticavo… Mi perdoni, se può, il giornale La Repubblica se non mi sono mostrato sul palco. Capisco che a loro non basta la mia gogna mediatica, vogliono anche il linciaggio fisico e morale”. 

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