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Pif e Marco Lillo raccontano la vicenda delle sorelle Pilliu


Marianna La Barbera

Il libro, edito da Feltrinelli, narra una storia realmente accaduta a Palermo negli anni novanta

Si intitola “Io posso. Due donne sole contro la mafia” ed è il nuovo libro di Pif, scritto a quattro mani con Marco Lillo, edito da Feltrinelli.

Il libro racconta la storia delle sorelle Pilliu: i due autori sono impegnati per il loro riconoscimento quali  "vittime di mafia"
Il libro racconta la storia delle sorelle Pilliu: i due autori sono impegnati per il loro riconoscimento quali “vittime di mafia”

Nessun racconto di fantasia: i fatti sono veramente accaduti, i personaggi reali.

LA STORIA

Le protagoniste sono due sorelle di origine sarda, Maria Rosa e Savina Pilliu.
La loro vicenda è ambientata agli inizi degli anni novanta, in una Palermo totalmente in balia dellarroganza mafiosa.
Un costruttore malavitoso danneggia gravemente fino quasi a distruggerle le proprietà immobiliari delle due congiunte, in piazza Leoni.
Il bieco personaggio si appropria inoltre di parte dei loro terreni, per costruirvi un palazzo di nove piani.
Le due donne dovranno attendere trenta lunghissimi anni prima che un Tribunale italiano dia loro ragione.
Proprio quando la sentenza sembra cambiare gli esiti finali di una storia drammatica, arriva lassurda conclusione: nessun risarcimento per danni alle sorelle Pilliu, malgrado il riconoscimento da parte dello Stato.
Al costruttore, nel frattempo condannato per mafia, sono stati confiscati e sequestrati tutti i beni.
Non è tutto: lAgenzia delle Entrate chiede il tre per cento di una somma della quale Maria Rosa e Savina non hanno mai beneficiato: settecentocinquantamila euro in tutto.
La beffa è triplice, in realtà: anche il fondo vittime della mafia dice no perchè il costruttore è un disonesto.

SIMILITUDINI CON LA VICENDA DELLE SORELLE DI MEZZOJUSO

Sono in tanti ad avere colto tristi analogie con la storia di tre proprietarie terriere della provincia di Palermo.
Si tratta di Irene, Anna e Gioacchina Napoli di Mezzojuso, “feudo” del boss Bernardo Provenzano.
Le sorelle hanno denunciato anni di presunte angherie da parte di malavitosi locali.
Particolare attenzione alla loro storia è stata dedicata dal giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti.

IL FIRMACOPIE DA “TANTESTORIE”

Il libro è già stato presentato a Palermo nell’atrio della Biblioteca comunale di Casa Professa.
I due autori, inoltre, hanno firmato le copie presso la libreria “Tantestorie“.
Soddisfatto il titolare Giuseppe Castronovo, che ama definire la propria attività in via Ludovico Ariosto, a due passi da via Libertà, un “laboratorio di idee“.
“Storie come quelle delle sorelle Pilliu – spiega il libraio, da sempre attivamente impegnato in iniziative di promozione della legalità- devono essere condivise”.
“Occorre sensibilizzare la collettività – precisa – affinchè si comprenda che ogni singolo cittadino può incappare in simili situazioni”.

Giuseppe Castronovo, titolare di "Tantestorie" : non una semplice libreria, ma un vero e proprio laboratorio di idee
Giuseppe Castronovo, titolare di “Tantestorie” : non una semplice libreria, ma un vero e proprio laboratorio di idee

GLI AUTORI

Pif, all anagrafe Pierfrancesco Diliberto, è stato a lungo autore e inviato delle Iene.
Su Mtv ha condotto Il testimone.
In qualità di regista, ha diretto “La mafia uccide solo destate” nel 2013 e “In guerra per amore” nel 2016.
Il suo esordio letterario risale al 2018, con la pubblicazione del primo romanzo “… che Dio perdona a tutti” edito da Feltrinelli.
Marco Lillo è un giornalista d inchiesta e vicedirettore de ” Il Fatto Quotidiano”.
Dirige la collana di libri PaperFirst.
I suoi ultimi libri sono “I re di Roma” scritto con Lirio Abbate , “Di padre in figlio” e “Padrini fondatori” con Marco Travaglio, pubblicati rispettivamente nel 2015, 2017 e 2018.

LE INTENZIONI DI PIF E MARCO LILLO

I due autori presenteranno il libro a Monreale in autunno, insieme all’associazione “Liberi di Lavorare”.
Entrambi hanno deciso di dare voce alle due sorelle dopo avere appreso delle loro vicissitudini.
“La nostra volontà – spiegano – è cambiare il finale di questa storia, con l’aiuto di tutti”.
Tre sono gli obiettivi da raggiungere.
Raccogliere la cifra necessaria per pagare il tre per cento all’Agenzia delle Entrate.
Secondo, non meno importante, far avere alle due donne lo status di “vittime di mafia”.
E, infine, ristrutturare le palazzine semidistrutte e concederne l’utilizzo a un’associazione attiva contro la mafia.

Un momento del firmacopie presso gli spazi di "Tantestorie"
Un momento del firmacopie presso gli spazi di “Tantestorie”

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