Home Cronaca Covid, direttrice Cervello ai non vaccinati: «È un peccato suicidarsi così»

Covid, direttrice Cervello ai non vaccinati: «È un peccato suicidarsi così»


Pippo Maniscalco

La dottoressa in prima linea al Cervello Palermo: «Poche speranze di sopravvivenza in pazienti non vaccinati anche senza altre patologie»

minacce

Tiziana Maniscalchi è uno dei quattro medici palermitani, impegnati nell’emergenza Covid dal marzo del 2020, che il Capo dello Stato ha recentemente premiato con onorificenze al merito della Repubblica. È direttrice del pronto soccorso Covid dell’ospedale “Cervello” e coordinatrice provinciale dei posti letto Covid. Oltre a lei ha ricevuto una onorificenza Aroldo Rizzo, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera “Villa Sofia Cervello”. Lui e la dottoressa Maniscalchi sono stati nominati cavalieri della Repubblica. C’è un terzo premiato, Baldo Rizzo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale ‘Cervello’, nominato commendatore della Repubblica. E, infine, Francesco Pitrolo, direttore dell’unità di cardiologia dell’ospedale “Cervello” al quale è stata attribuita la massima onorificenza di cavaliere di gran croce al merito della Repubblica.

L’APPELLO DELLA DIRETTRICE DELL’AREA EMERGENZA DEL CERVELLO

Una dei premiati è la dottoressa Tiziana Maniscalchi. Da poco vincitrice di concorso come direttore dell’area di emergenza dell’ospedale Cervello di Palermo, dopo che era stata facente funzione per due anni, e coordinatrice provinciale dei posti letto Covid. Sul proprio profilo Facebook ha scritto: “Polmoniti gravissime con poche speranze di sopravvivere in pazienti non vaccinati anche senza altre patologie. E’ veramente un peccato suicidarsi così. È un peccato sfibrare il nostro sistema sanitario per logiche irrazionali”. Già all’ospedale Cervello ci sono quasi 200 ricoverati. Ed ha lanciato un appello: “Cari non vaccinati in questo momento state a casa per evitare di contrarre un’infezione che per voi sarebbe con ogni probabilità mortale. E voi vaccinati – ha poi aggiunto – provvedete alla terza dose che protegge e rende la malattia ‘sopportabile’. Io ve l’ho detto. Tempo di ripeterlo dentro il pronto soccorso non ce n’è”.

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