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“EricèNatale”, live solo piano del palermitano Dino Pizzuto


Marianna La Barbera

Il compositore e pianista proporrà brani tratti da "L'ultimo quarto della notte"

Il pianista, tastierista e compositore Dino Pizzuto si esibirà a Erice sabato 18 dicembre alle 18:00, nella Chiesa di San Martino .
Il concerto dell’artista palermitano si inserisce nell’ambito di “EricèNatale“, tradizionale appuntamento a cura del Comune in provincia di Trapani.
Un’occasione imperdibile per rivivere il magico rito dei presepi, l’evocativo suono delle zampogne e immergersi tra i mercatini natalizi e la casa di Babbo Natale.
Un programma che annovera anche una serie di spettacoli di altissima qualità.
Quello di Dino Pizzuto, nello specifico, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Siciliana Amici della Musica, tra le più antiche istituzioni concertistiche d’Italia.

Fede, storia e folklore nel piccolo borgo medievale in provincia di Trapani
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UN CONCERTO PER PIANOFORTE SOLO

“Il mio concerto sarà una esperienza intima – spiega Dino Pizzuto -per pianoforte solo, senza l’ausilio dei quartetto d’archi come allo Spasimo a Palermo o del violoncello come a Favignana”.  
“Sarà quindi un momento per me molto particolare – precisa – in cui cercherò di ricreare le atmosfere del mio ultimo disco spogliando i brani“.
“Ed eseguirò dal vivo il nucleo fondamentale di ogni pezzo – conclude – riportandolo quasi proprio al momento della creazione e della composizione”.

CENNI SULL’ ARTISTA

Dino Pizzuto inizia gli studi al Conservatorio di Musica all’età di undici anni con la Scuola Media annessa al “Vincenzo Bellini” di Palermo.
La sua attività musicale procede, da sempre, accanto a quella di manager di aziende internazionali produttrici di strumenti musicali e audio professionale.
Un profilo professionale di alto livello, grazie anche al quale hanno preso il via varie collaborazioni.
Negli anni, avvia la collaborazione con varie strutture teatrali e associazioni culturali, con la composizione di brani inediti di sostegno alle pièce teatrali.
Fa parte del progetto corale “Palermo Spiritual Ensamble“.

UN LUNGO PERCORSO ARTISTICO

Nel 1984 fonda con Alessandro Pantano, Pietro Chiaramonte, Giuseppe Buscemi e Francesco Graziano i “Peanuts” .
Il gruppo new wave, dopo tanti inediti, pubblica il brano “Stonehenge” in una compilation edita da Caramella Artists nel 1985.
Nel 1986 suona il piano e le tastiere nel disco “ Buela” di Massimo Melodia curandone anche gli arrangiamenti.
Nello stesso anno, in estate, partecipa anche al tour promozionale per il lancio del disco.
Nel 1987 crea con Alessandro Pantano alla voce un duo che diventa un trio, i “PPP” , con l’aggiunta di Orazio Peres alla chitarra.
Per dieci anni riempiono i pub di tutta la Sicilia con le cover molto personali di gruppi come i Queen, Duran Duran, Sting, Police, Earth Wind and Fire, Bronski Beat e Prince.
Dino Pizzuto governa una moltitudine di tastiere, sequencer e batterie elettroniche.
Nel 1990 entra nei “Like a Mister”, band che gravita nell’area dell’english pop elegante.

“L’ULTIMO QUARTO DELLA NOTTE”

Racconti che sono come affreschi della vita, racconti in cui ciascuno può trovare la propria dimensione.
“L’ultimo quarto della notte” è uscito il 21 dicembre del 2020 su tutti gli store digitali e in distribuzione fisica presso alcuni rivenditori selezionati.
Il titolo dell’album suggerisce una suddivisione della notte in quattro quarti.
Proprio l’ultimo è, per il compositore e pianista, il momento in assoluto più propizio.
Non solo per riflettere, ma anche per creare.
Un vero e proprio viaggio sonoro che si dispiega attraverso tredici brani.

Uscito il 21 dicembre 2020,  è il primo disco di composizioni inedite di Dino Pizzuto
Uscito il 21 dicembre 2020, è il primo disco di composizioni inedite di Dino Pizzuto

Ovvero, le composizioni più rappresentative della sua ultima produzione artistica.
L’ opera rappresenta sicuramente una chiave di ingresso nel mondo della musica evocativa.
La musica di Dino Pizzuto rimanda all’intensità delle colonne sonore cinematografiche : molto accentuata la vena melodica, anche nei brani più marcatamente orchestrali.
Anche la copertina e l’intera grafica rivelano la coerenza di un progetto fortemente autobiografico, che segna alcune tappe – anche dolorose – della vita del musicista.
A campeggiare è l’ossidiana, una roccia che rappresenta tutto ciò che è ancora inespresso e che trova nel linguaggio musicale la compiutezza della comunicazione.

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