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Fipav Sicilia, il duello alla presidenza sarà tra Gambero e Di Giacomo


Redazione

Nino Di Giacomo avanza la sua candidatura da presidente del comitato regionale. La sfida di febbraio sarà tra lui e Peppe Gambero

Gambero contro Di Giacomo

C’è una pallavolo nazionale che sta facendo i conti con uno dei momenti più critici della sua storia. Di ieri la decisione di sospendere tutte le attività fino al 15 gennaio 2021, escludendo dal novero le squadre che disputano campionati nazionali di serie A e B. Una scelta che sta raccogliendo inevitabilmente le lamentele della stragrande maggioranza di società sportive. A Palermo e provincia, ad esempio, sono appena tre le associazioni sportive che potranno continuare a stare in movimento: Volo International (B maschile), Terrasini e Progetto Volley Smart (B2 femminile). Ma nel frattempo c’è una sfida parallela d’interesse: la corsa alla presidenza del comitato regionale della Fipav Sicilia. A febbraio 2021, infatti, ci saranno le elezioni per il rinnovo di tutto il consiglio, dal presidente ai consiglieri. E il duello alla presidenza sarà tra il catanese Giuseppe Gambero e l’aragonese Nino Di Giacomo.

La corsa a 2: Gambero e Di Giacomo

I due schieramenti si sono formati nel giro di pochi giorni. La prima candidatura è stata quella di Giuseppe Gambero, attuale presidente del comitato territoriale federale di Catania. Venerdì scorso l’ingresso sul palco virtuale di Nino Di Giacomo, patron della squadra dell’Aragona, che gioca in B1 donne e procuratore sportivo di tanti professionisti come il campione della nazionale italiana Ivan Zaytsev.

Il massimo dirigente etneo Gambero rappresenterebbe l’area di Catania e Palermo, dal momento che Roberto Mormino – numero 1 del comitato palermitano – lo ha sostenuto pubblicamente annunciando contemporaneamente la candidatura a consigliere regionale. Ad oggi, nella squadra di Gambero c’è anche Sandro Faro, oggi consigliere territoriale di Catania, in gara come Mormino per un posto in consiglio.

Di Giacomo, aragonese, fuori sulla carta da cariche politiche di federazione, rispecchierebbe il pensiero dei comitati territoriali di Messina, Trapani, Monti Iblei.

Non esposto pubblicamente il comitato territoriale di Akranis, sotto commissariamento. Per la pallavolo, la Sicilia è suddivisa in sei circoscrizioni (anziché nove, come le province della regione).

Gambero vs Di Giacomo, dai loro comunicati

GAMBERO

Per Gambero la priorità è la valorizzazione dei territori. E’ un momento difficile per il movimento: proprio per questo, occorre sfruttarlo come risorsa per analizzare le criticità e provare le contromisure necessarie sul piano programmatico.

Al centro del programma l’utilizzo ampio delle professionalità territoriali e le risorse delle singole società, messe oggi allo stremo con le costanti interruzioni causa pandemia. C’è anche in cantiere uno spazio virtuale sui social dedicato alla promozione di idee di chiunque, proprio per garantire nuova linfa a tutta l’attività.

Un punto fermo della campagna elettorale di Gambero per l’elezione alla presidenza della Fipav Sicilia è il solido rapporto con Mormino, presidente del comitato palermitano. Un legame cresciuto nel tempo in un’ottica di costante collaborazione. Mormino è stato il primo elemento della squadra di consiglieri regionali presentato dal massimo dirigente etneo: un riferimento importante per lo stesso Gambero, poiché il candidato consigliere porta in dote un’esperienza di 15 anni a capo del comitato di Palermo.

DI GIACOMO

Uomo di sport con infinita esperienza, una vita spesa al servizio della pallavolo come arbitro, allenatore, dirigente e presidente di squadre di serie A. Nella sua lunga carriera Nino Di Giacomo è stato anche team manager della nazionale bulgara, nonché procuratore di grandi campioni fra i quali Ivan Zaytsev e Alessandro Fei.

La scelta rappresenta sicuramente un punto di rottura con il passato non avendo Di Giacomo mai ricoperto incarichi all’interno della Federazione Italiana Pallavolo pur avendo vissuto, sempre da protagonista, il movimento pallavolistico isolano. La fiducia riposta in Di Giacomo va a premiare un vissuto sportivo fra i più importanti della regione; alla grande passione e dedizione di Nino Di Giacomo per la pallavolo si vanno ad aggiungere le sue spiccate doti manageriali e politiche che negli anni hanno modellato quel personaggio carismatico che oggi ha deciso, sostenuto da tantissime realtà, di spendersi in prima persona per la Fipav Sicilia.

C’è il rischio di un altro tsunami come quello del 2017

La severa lezione del 2017 a quanto pare non è servita. La Sicilia della pallavolo, infatti, proviene da un quadriennio tormentato. Allora la sfida tra Lotronto – all’epoca presidente del comitato territoriale di Messina – e Falzone, che era il presidente regionale uscente pronto a farsi rieleggere, fu devastante. I risultati consegnarono un verdetto anomalo: Lotronto divenne un presidente solitario, mentre Falzone da sconfitto riuscì a piazzare simbolicamente buona parte dei “suoi” consiglieri. Una struttura spaccata, con dimissioni, segnalazioni in Procura, terremoti interni. Praticamente persero tutti.

Giorgio Castronovo, presidente Fipav Sicilia. Oggi la corsa è tra Gambero e Di Giacomo
Giorgio Castronovo, attuale presidente della Fipav Sicilia

Giorgio Castronovo, tra i consiglieri in carica della quota Falzone, vinse le elezioni straordinarie del 2018 traghettando il comitato regionale fino ad oggi. E dopo aver ricevuto il testimone dal commissario straordinario Manfredi, quest’ultimo in carica dal maggio 2017 al giugno 2018 e che odiernamente è a sua volta candidato al vertice della Federazione Italiana Pallavolo.

Adesso un’altra partita. Rimane adesso da esaminare la composizione degli schieramenti che i due capitani scriveranno nelle distinte da presentare. In un periodo in cui la pallavolo giocata sta in tribuna per forza maggiore, è la politica federale a scendere in campo per ravvivare e scuotere il movimento.

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